30 aprile 2008  6

Apple scorretta (quasi) quanto Microsoft

safari_logo La notizia non è recentissima ma è degna di particolari riflessioni: è disponibile ormai da qualche tempo la prima versione stabile di Apple Safari per sistemi operativi Microsoft, per la precisione la 3.1, che, è bene sottolinearlo, può essere eseguita solo su sistemi Windows XP e Windows Vista, mentre non è compatibile con Windows 2000.

Il rilascio di una versione definitiva del browser della casa della mela non può che fare felici gli sviluppatori (me incluso), soprattutto quelli che lavorano con i sistemi operativi Microsoft, in quanto possono testare il comportamento delle proprie applicazioni web senza ricorrere ad artifici particolari quali virtualizzazioni o prestito di unità Mac da amici compiacenti.

In aggiunta a ciò, però la Apple ha deciso di installare Safari anche a tutti i suoi utenti Windows facenti uso di QuickTime o iTunes: il prodotto infatti viene proposto di default (gìa selezionato) quando si effettuano gli aggiornamenti automatici (Apple Software Update) di entrambi gli applicativi.

Sebbene gli utenti skilled possano facilmente rifiutare l'installazione del browser (ma devono fare comunque attenzione a ciò che viene proposto in fase di aggiornamento) immaginiamo invece lo scenario più frequente relativo all'utilizzatore meno esperenziato che magari utilizza iTunes sul proprio personal computer perchè possessore di un iPodW. Un click e Safari diventa il browser di default sulla propria macchina, con tutte le conseguenze del caso: infatti subito dopo il rilascio sono state scoperte su di esso due gravi vulnerabilità.

wga Apple come Microsoft: la casa di Redmond non è nuova a questo genere di installazioni consigliate. Fece molto scalpore ai tempi, infatti, l'installazione tramite Windows Update, del WGA, il famoso controllo di genuinità dei prodotti dell'azienda di Redmond e, più recentemente Internet Explorer 7 spacciato come aggiornamento critico.

Ormai è una prassi comune: sono dozzine gli applicativi che durante le loro procedure di installazione propongono e consigliano (quando magari non installano di default ed in maniera silente) tool di terze parti orientati principalmente al supporto alla navigazione internet quali toolbar e similari. Un esempio per tutti il pacchetto Firefox più Google Toolbar.

La procedura di somministrazione tramite gli aggiornamenti automatici però è più subdola e sottile perchè presuppone la strumentalizzazione del rapporto di fiducia tra l'utente ed il tool che dovrebbe consentire allo stesso un uso più sicuro e funzionale dei propri applicativi.

Apple-logoPotevamo aspettarcelo da Apple? Secondo me è inutile meravigliarsi del fenomeno, dato che è solo un adeguamento ad un trend che sta ormai diventando consolidato da un paio di anni a questa parte. Apple sta praticando una politica molto aggressiva sia in campo hardware che software ed è fortemente intenzionata a guadagnare quote di mercato strappandole a tutti i potenziali competitors, soprattutto Microsoft; tutte le strade sono lecite, anche quella degli "aggiornamenti automatici".

Il problema però è importante. Il bacino di utenti che si avvicinano ex-novo al mondo dell'informatica è in aumento costante: approfittare della loro inesperienza è scorretto e, soprattutto, non professionale. Purtroppo le logiche del marketing all'interno dell'IT ormai non lasciano spazio ai sentimentalismi: la concorrenza è spietata e va contrastata ad ogni costo.

Ad ogni modo in tutta la vicenda è presente anche un lato divertente: durante l'installazione di Safari viene proposto, come consuetudine, un contratto di licenza che autorizza l'utente finale all'uso del browser sul proprio personal computer. Peccato che tale contratto citi esplicitamente la possibilità di installare l'applicativo solo ed unicamente su macchine Mac ("... single Apple-labeled computer at a time ..."), sfortunatamente, tale clausola sia stata mostrata anche durante le procedure di setup su sistemi Windows, rendendole di fatto illegali perchè violanti la licenza stessa. La segnalazione di tale anomalia alla Apple, è giunta proprio dall'Italia e la prima si è affrettata, con tanto di scuse, a modificare ed aggiornare la licenza in oggetto.

In conclusione, il già citato Apple Software Updater, durante l'installazione consigliata di Safari non controlla nemmeno la versione del sistema operativo Microsoft in uso. Cìo si concretizza in un bel crash per gli utenti di Windows 2000: non male ...

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Commenti (6) -

Alan
Alan
30 apr 2008 alle 21:53  01
Qualche appunto, da utente Mac:

1. Non uso più Windows ma non penso che l'installazione imposti Safari come browser predefinito. Non lo fa nessun software "decente", figuriamoci Apple. Non ci metto la mano sul fuoco, ma vorrei qualche chiarimento da te che l'hai provato.

2. Il comportamento dell'installer non è stato gradito dalla maggior parte degli utenti Mac. Ovviamente i fanboy minimizzano, ma ricordiamo che non esistono solo loro. Agli utenti "seri" sarebbe bastato che la checkbox per l'installazione non fosse stata selezionata di default.
Non è da Apple infatti comportarsi così, almeno non che io sappia/ricordi. Pero' l'hanno fatto intenzionalmente (vedi punto 3).

3. Di solito sono attenti a tutto. Tutto è deciso a monte, e la questione della licenza è di sicuro una dimenticanza (rara): ci mostra che per quanto tirino in mezzo contratti, licenze, modalità d'uso, anche loro sono utenti a cui, in realtà, non glie ne frega un accidente della burocrazia. Smile
E se riusciamo a trovare questi "problemi" vuol dire che ci abituano davvero troppo bene...

Ciao
Cristiano
Cristiano
30 apr 2008 alle 23:33  02
@ Alan:
Safari si comporta sostanzialmente come tutti i browser alla loro prima esecuzione: se verifica che non è il browser predefinito ti chiede se vuoi che lo diventi.
Il problema non è tanto in questa operazione che è comune a tutti, ma nel fatto che il famoso utente "non skilled", quando Apple Software Updat gli installa suo malgrado il prodotto, e glielo lancia anche in automatico, è portato a cliccare di default su qualunque pulsante di conferma. Da ciò è facile arrivare alla mia conclusione ...

Condivido senz'altro il tuo punto 2. Bastava semplicemente non selezionare di default l'installazione del browser durante gli aggiornamenti. Ma, come hai correttamente sottolineato, la cosa è stata voluta :-(
Sanghino
Sanghino
12 mag 2008 alle 12:20  03
"A pensar male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca" ... non ho mai provato Safari, ne sento però parlare piuttosto bene, imporre così l'installazione porterà ad un aumento degli utilizzatori, degli estimatori ... il passaparola poi farà il resto, magari lentamente, ma se il prodotto merita Apple avrà ottenuto quello che sperava.
Alan
Alan
12 mag 2008 alle 13:45  04
@Sanghino
A quanto pare l'aumento degli utilizzatori c'è stato.
Ad Aprile Safari/windows è passato dallo 0,07% allo 0,21%. Numeri minuscoli ovviamente, ma è sempre un valore triplicato...
Cristiano
Cristiano
12 mag 2008 alle 23:03  05
@ Sanghino:
Sto valutando molto attentamente Safari: non escludo di pubblicarne una prova a breve. Rispetto alla prima beta è senz'altro più stabile, ma ci sono ancora alcuni aspetti che mi lasciano perplesso.

@ Alan:
Ma sono dati reali o "aiutati" dalle installazioni tramite Apple Software Update? In quest'ultimo caso credo che siano assolutamente trascurabili.
Alan
Alan
12 mag 2008 alle 23:17  06
@Cristiano
Lo 0.21% è post-installazione "aiutata". Lo 0.7% è pre.
C'è una parte di utenti a cui è piaciuto, evidentemente.

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