17 giugno 2010  5

Arriva il nuovo MacMini, ma ad un prezzo completamente fuori mercato

Tecnologia 

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Il Mac Mini, dalla sua prima presentazione nel gennaio del 2005 ad oggi, ha costituito il punto d’ingresso nel mondo Mac da parte di quanti ne erano fortemente incuriositi, ma non desideravano investire cifre impegnative per effettuare il passaggio.

Ai tempi, Steve Jobs lo introdusse proprio come lo strumento che potesse consentire a chiunque, ad un costo ragionevole, di entrare in possesso di un Mac, magari riutilizzando parte dell'hardware già acquistato, quali tastiere, mouse e monitor, dato che appunto, il Mac Mini non ne è mai stato dotato nella confezione di vendita.

La logica di fondo non era sbagliata. I possessori di personal computer Windows, potevano dotarsi, in maniera relativamente economica, anche di un Mac riciclando le periferiche già utilizzate. I programmatori, come ad esempio il sottoscritto, interessati a sviluppare anche per Mac OS X, avevano la possibilità di mettere su un nuovo ambiente di sviluppo con un investimento modesto e facilmente ammortizzabile nel tempo.

Il costo del Mac Mini, ha subito, col passare degli anni delle oscillazioni di prezzo tutto sommato modeste. Partito inizialmente da 499 €, almeno nella versione base, ha sempre visto il proprio costo gravitare attorno alla soglia “psicologica” dei 500 ~ 600 €, mantenendo però il suo aspetto estetico costante nel tempo (per chi volesse approfondire l’escursus storico  relativo all’evoluzione del Mac Mini consiglio la lettura di questo ottimo articolo di Nicola D’Agostino).

A giugno di quest’anno, subito dopo la presentazione del nuovo iPhone 4, un po’ in sordina e un po’ a sorpresa, Apple cambia radicalmente il suo entry level, soprattutto nell’aspetto, oltre che (anche se solo parzialmente) nell’hardware.

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Il nuovo Mac Mini è adesso molto simile all’Apple TV, sia nella forma che nelle dimensioni. L’alimentatore non è più esterno ma integrato, la scheda video (GeForce 320M) è più performante rispetto alla già dignitosa GeForce 9400M, l’accesso ai moduli SO-DIMMW per eventuali espansioni di memoria è finalmente consentito tramite un apposito sportellino posto al di sotto del case (interamente di alluminio). Ultime features aggiuntive degne di nota, la presenza di una porta HDMIW per il collegamento di monitor o tv HD, ed un lettore di schede di memoria in standard SD. Si riducono, purtroppo le porte USB disponibili, che passano da 5 a 4.

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L’hardware di base, però, resta sostanzialmente immutato. Il processore è sempre un (ormai obsoleto) intel core duo a 2,4 Ghz, la capacità del disco sale a 320 Gbyte (come nella versione più costosa del modello precedente). La RAM resta ferma a soli 2 Gbyte. L’assenza di tastiera, mouse e monitor sono confermate come da logica di modello.

Ciò che invece non viene confermato è il posizionamento di prezzo del nuovo prodotto, che sale vertiginosamente a 799 €, per il modello base, ben 250 € in più rispetto alla versione precedente. Il divario non sembra assolutamente giustificato dalla nuova dotazione hardware (scheda video e interfacce aggiuntive) che rappresenta comunque un plus tecnologico che poteva essere innovativo due o tre anni fa, ma non certo oggi.

Il Mini, pur restando il Mac più economico della categoria, perde completamente quelle sue caratteristiche di entry level che lo avevano reso così interessante in passato e, sul quale, era stata costruita tutta la campagna di marketing del prodotto.

Restano oscure le intenzioni di Apple. Perchè acquistare un Mini, privo di tastiera, mouse e monitor, quando con 300 € in più è possibile acquistare un iMac con una quantità doppia di memoria, disco da 500 Gbyte, processore core duo da 3,0 Ghz, monitor Full HD da 20” con tecnologia LED, mouse e tastiera bluetooth ? O addirittura un MacBook di fascia bassa con una differenza ancora minore (200 €) ?

La presenza della porta HDMI potrebbe fare ipotizzare una “possibile intrusione” nel mercato dei media center da salotto; ma perché spendere quasi 800 €, quando ad un terzo del prezzo è possibile acquistare ottimi media player stand alone dotati anche di sintonizzatore digitale terrestre ?

Insomma la nuova collocazione del Mini resta indecifrabile, come assolutamente incomprensibile è l’assurda conversione del prezzo di vendita del prodotto negli stati uniti, pari a 699 $, rispetto a quello praticato in Europa ben 230 € più elevato, considerando l’attuale cambio di valuta.

Se il nuovo Mac Mini avrà successo o meno, potremo saperlo solo nei prossimi mesi. Per il momento, a mio modesto parere, Apple ha commesso un clamoroso autogol.

Immagini tratte da www.apple.com/it/macmini/

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Commenti (5) -

Alan
Alan
17 giu 2010 alle 19:20  01
Due pensieri sul prezzo:

1. Al prezzo americano c'è da aggiungere il costo delle tasse che cambiano di stato in stato. In Florida, ad esempio, nel 2007 era del 7%. Nonostante ciò, purtroppo, il prezzo italiano è ancora sbilanciatissimo.

2. Apple fa sì i prezzi fuori dal mondo, ma sempre con un motivo ben preciso: spingere l'acquirente a preferire il modello superiore. Aggiungendo 4GB di ram, tastiera con cavo e Magic Mouse al Mac Mini si arriva quasi al prezzo di un iMac base (che costa circa 70 euro in più), ma si ha in più il monitor e - se non ricordo male - la tastiera wireless.

Insomma, stronzi si, ma mica scemi...
Cristiano
Cristiano
17 giu 2010 alle 22:16  02
@ Alan:
Mi dispiace contraddirti, ma il calcolo che hai fatto è errato.
Per arrivare ad una configurazione simile a quella di un iMac base (dico simile perchè sul Mac Mini si possono installare Core Duo fino a 2,66 Ghz, contro i 3.0 del primo) devi sborsare ben 1.252 €.
Infatti devi aggiungere altri 2 Gbyte di RAM, sostituire il disco con uno da 500 Gbyte e prevedere tastiera e magic mouse bluetooth (che sono di serie sull'iMac).
La cosa più grave è che, nella somma, non è previsto il Monitor.
Insomma non sono scemi, ma proprio fuori di testa :-D
Sanghino
Sanghino
18 giu 2010 alle 00:03  03
Cristiano ha scritto:

Insomma non sono scemi, ma proprio fuori di testa


In effetti io faccio sempre molta fatica a comprendere certe scelte di Apple: ma loro sono bravi a vendere i loro prodotti, e poi bisogna sempre considerare che hanno uno "zoccolo duro" di fanboy che difficilmente tradirà.

Ciao
Alan
Alan
18 giu 2010 alle 08:47  04
Cristiano:
Il discorso è lo stesso.

Il punto però non è che rendendo il Mac Mini simile all'iMac si viene a spendere molto di più (se mi metto a modificare la mia auto e la faccio diventare più potente spendo molto di più che a comprare una già potente), ma che chi vuole una macchina entry level si rende presto conto che può comprare un iMac spendendo poco di più.

Questo è il loro gioco...

Ciao
Alan
Alan
18 giu 2010 alle 08:48  05
Cristiano:
Il calcolo non è sbagliato. Il punto non è che rendendo il Mac Mini simile all'iMac si viene a spendere molto di più (se mi metto a modificare la mia auto e la faccio diventare più potente spendo molto di più che a comprare una già potente), ma che chi vuole una macchina entry level si rende presto conto che può comprare un iMac spendendo poco di più.

Questo è il loro gioco...

Ciao

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