5 febbraio 2009  0

Aumenta il canone Telecom: dove sono le manovre anti crisi ?

telecom_logo L’aumento del canone Telecom era già in incubazione da diversi mesi e non del tutto inaspettato, dato che l’ultimo “rialzo” era datato 2002. Dal 1° febbraio 2009, infatti, il canone mensile per le linee residenziali private categorie B e C, è stato incrementato di circa il 10%, passando dai precedenti 14,57 €, agli attuali 16,08 €.

La “manovrina” del principale gestore di telefonia fissa italiana, considerando i circa 20 milioni di abbonati di cui dispone, porterà nelle sue casse ben 372 milioni di euro in più all’anno.

L’aumento è stato giustificato con “un miglioramento qualitativo o quantitativo del servizio offerto all'utenza”. Se questa motivazione potrebbe essere addotta (ma solo in parte) con la lenta riduzione del “digital divide” operata negli ultimi anni, lo stesso non può essere affermato per la qualità dei servizi fonia per i quali vengono appunto giustificati i costi di gestione delle linee, che non sono affatto migliorate, anzi sono sempre più sull’orlo del collasso (e questo in parte motiverebbe anche la politica di spinta alla migrazione verso offerte in VoipW sempre da parte dello stesso gestore).

Ma l’aumento del canone, non è l’unico operato da Telecom negli ultimi tempi: infatti in tutte le offerte Alice Home TV è stato introdotto a partire dal 31 gennaio 2009, un canone di abbonamento mensile (appunto per la visione della tv in streaming) pari a 2,95 €. Qualcuno ha ipotizzato che tale aumento sia uno strascico dovuto all’aumento dell’iva operato sugli abbonamenti pay per view.

Da parte sua, Telecom ha comunque voluto (bontà sua) “agevolare” le fasce più deboli, azzerando l’aumento previsto del canone ai possessori della cosiddetta “social card”, ma solo su “esplicita richiesta” da parte dei titolari (vale a dire che l’agevolazione non verrà effettuata in maniera automatica, grazie all’eccellente “condivisione e circolarità delle informazioni” che da sempre caratterizza il nostro paese).

Il Codacons annuncia un ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento.

L’aumento tariffario - spiega l’associazione - è a nostro avviso ingiustificato, poichè a tale incremento non corrisponde un miglioramento qualitativo o quantitativo del servizio offerto all’utenza. Non solo. I costi di produzione per l’azienda non sono cresciuti, semmai sono diminuiti, di conseguenza l’aumento del canone favorirà Telecom e la sua posizione dominante rispetto agli altri gestori, a danno della concorrenza e quindi dei consumatori. Per tali motivi il Codacons propone ricorso al Tar, chiedendo la sospensione di qualsiasi incremento tariffario in favore di Telecom Italia“.

Indipendentemente dall’esito del ricorso per il quale non solo prevedo tempi lunghi (durante i quali comunque a Telecom sarà consentito di “monetizzare” da subito l’aumento introdotto) è necessario formulare delle riflessioni sui tempi e modi della manovra operata, giunta in un momento particolarmente difficile soprattutto per i consumatori meno abbienti (che ormai sono la moltitudine).

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OneComics © Daniele Imperi 2008: Alice ADSL è finalmente nuda

L’aumento non riguarderà le utenze “affari” (che già comunque pagano canoni salatissimi) e che, però, hanno la possibilità di scaricare i costi telefonici come spese di gestione. Se questo, da un lato, può essere considerato come un’agevolazione per le aziende italiane, già abbondantemente soggette ad ogni tipo di imposta e rialzo, suona un po’ come una “presa in giro” per le utenze consumer, in un periodo in cui proprio l’abbassamento delle spese potrebbe dare un ulteriore impulso al consumismo e agevolare in tale senso anche le imprese produttrici.

Questa manovra, però, potrebbe anche celare una velata spinta del gestore ex monopolista, al passaggio alla sua recente offerta “all inclusiveAlice Casa, che consentirebbe a fronte di un canone flat mensile, traffico voce verso i fissi e navigazione internet illimitate. La nuova offerta, interamente basata su comunicazione dati e, di conseguenza su traffico voce interamente veicolato su Voip, attualmente è molto concorrenziale ed è in grado di “stracciare” letteralmente i competitors, che già rischiano di vedere ridotti i loro margini in  virtù del probabile aumento dei costi di unbundling già ventilato sempre da Telecom (e a seguito del quale e stata presentata un’interrogazione scritta alla Commissione Europea in cui se ne evidenziano i rischi per il consueto abuso di posizione predominante).

In definitiva, la crisi economica globale, anche nel nostro paese, colpirà come al solito solo le classi più deboli: chi è già meno abbiente, lo sarà sempre di meno mentre, per chi ha già molto, cambierà ben poco.

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