15 settembre 2008  15

Chrome: era veramente necessario il browser di Google ?

logo_chrome Rilasciato in versione beta all'inizio del mese di settembre e disponibile, almeno per il momento, solo per piattaforma Windows, Google Chrome promette fin da subito grandi novità.

Stabilità innanzitutto, e grande velocità nell'esecuzione del codice JavascriptW a tutto vantaggio delle applicazioni web 2.0 di tipo collaborativo, che sono ormai sempre più diffuse in rete, grazie e soprattutto, anche al contributo stesso della casa di Mountain View.

Naturalmente il tutto non si riduce alle caratteristiche appena descritte dato che c'è ben altro sotto al cofano, ma sembra che la mission del gigante del web californiano sia proprio quella di puntare sulle performance di tipo applicativo, piuttosto che a funzionalità di tipo alternativo rispetto a quanto già offerto dalla concorrenza.

Allo stato dell'arte, pubblicare anche una mia prova sarebbe pleonastico: in rete ne è stato già discusso in tutte le forme, senza trascurare nemmeno le prime scaramucce tra le solite fazioni di sostenitori e detrattori che, come sempre, in odore di novità, si formano con la rapidità di un fulmine.

Gioxx ha pubblicato una prova veramente esaustiva e, a mio avviso, decisamente super partes, sulle caratteristiche di Chrome: dopo averla letta mi sono accorto che non sarei riuscito nè a scrivere di meglio nè ad aggiungere altro rispetto a quanto già espresso da lui, pertanto non mi resta che consigliarne caldamente la lettura.

Pertanto il mio obiettivo sarà esclusivamente quello di porre l'accento su alcuni punti della vicenda, da un punto di vista estremamente (e oserei aggiungere anche cinicamente) commerciale.

L'operazione, benchè mascherata da Google come un progetto open source e quindi animata dalle più nobili intenzioni, nasconde la precisa volonta di affermare ulteriormente il proprio controllo sul web, già neppur troppo velatamente esercitato tramite il suo potentissimo motore di ricerca.

Internet Explorer 8 è ormai imminente: la seconda versione beta porta in dotazione una nuova modalità di navigazione privata che non consentirà ai siti esplorati di raccogliere informazioni sul visitatore. Evidentemente questa cosa è difficilmente digeribile da chi gestisce il motore di ricerca più utilizzato del mondo, che non sarebbe certo immune da questa modalità di navigazione.

google-sfida-microsoft-con-chrome-fieni
OneComics © Federico Fieni 2008: Google sfida Microsoft con Chrome

L'alternativa è ovvia: proporre un prodotto analogo che possa indurre gli utenti a preferirlo rispetto alla concorrenza puntando su caratteristiche che possano mettere d'accordo sia gli utenti standard che gli sviluppatori. Ecco quindi che Chrome viene distribuito in modalità Open SourceW e con un motore di rendering altamente efficiente costituendo la vera killer application per ogni web developer. Come se non bastasse Chrome ha un'interfaccia leggera e semplice per favorire l'interazione e la preferenza dei surfer, siano essi molto esperenziati o meri principianti.

Il browser di Google sembra quindi che possa soddisfare tutti, ma è plausibile pensare che il tutto non celi la volonta dell'ulteriore affermazione del proprio predominio sul controllo della veicolazione del traffico web ? A mio avviso è necessaria una profonda riflessione in merito.

Google già in differenti occasioni ha chiaramente dimostrato di poter approfittare del proprio potere occulto sulla navigazione per agevolare alle proprie regole quanto possa essere o no pubblicato sui siti che indicizza. Basti solo pensare alle penalizzazioni che elargisce con estrema facilità a chi usa sistemi di advertising non conformi o direttamente in competizione con i propri.

Gestire le destinazioni ed al tempo stesso fornire i mezzi per giungere ad esse. Motore di ricerca e browser costituiscono il toolbox ideale del perfetto internauta: controllare entrambi assicura il predominio sulla rete.

Chrome consente la chiusura del cerchio, mentre sponsorizzare e finanziare lo sviluppo di FireFox (perchè non dimentichiamo che Google continua a fare anche questo) consente di poter erodere quote di mercato al browser di Microsoft da un secondo fronte alternativo. Questo perchè la casa di Cupertino Redmond (ndr: grazie Gioxx) non fa paura solo per Internet Explorer, il cui predominio è sempre e comunque schiacciante, ma anche per il suo motore di ricerca Live Search che nell'ultimo anno è cresciuto proporzionalmente in maniera non trascurabile (è terzo dopo Yahoo!).

Al momento, quindi, al di là delle disquisizioni velocistiche che sembrano animare la rete, forse sarebbe il caso di concentrarsi più sulle implicazioni filosofiche e prettamente commerciali che la scelta di Google scatenerà da qui agli anni a venire.

Buona navigazione a tutti.

Esprimi il tuo giudizio

Commenti (15) -

Barra
Barra
15 set 2008 alle 08:30  01
Parto dalla fine: sia PI che hwupgrade hanno riportato solo pochi mesi fa che live search è calato (e non di poco) come utilizzo. In italia ad esempio è inutilizzabile. se già fallisce ricerche banali come trovare l'sp2 di windows xp (ricerca che  ho fatto personalmente pochi mesi fa e mi segnalava il sito corretto solo verso la fine della prima pagina) figuriamoci ricerche + complesse.....

"poter approfittare del proprio potere occulto sulla navigazione per agevolare alle proprie regole quanto possa essere o no pubblicato sui siti che indicizza"

Che vuole dire? IMHO davvero poco. L'indicizzazione (come dimostano i pessimi risultati di MS nel settore) non è una cosa semplice. Google fa delle scelte e certamente alcune di queste scelte possono penalizzare alcuni siti. Ma magari non fare certe scelte potrebbe essere peggio. La questione è imho un'altra: attualmente sono i leader della ricerca on line. stanno facendo il possibile x mantenere la leadership. In caso di scelte che danneggiano la qualità delle ricerche alcuni navigatori potrebbero passare ad altro, con un calo del giro di affari pubblicitario ecc.


"Basti solo pensare alle penalizzazioni che elargisce con estrema facilità a chi usa sistemi di advertising non conformi o direttamente in competizione con i propri. "

Finalmente qualcuno è in grado di punire e mettere un pò di fuoco sotto il culo a SEO che x ottenere visibilità usano trucchi e hanno l'abitudine di barare! Basta con testi dello stesso colore degli sfondi (spariti grazie a google), basta con metatag scritti con l'unico scopo di attirare + persone possibili (sex era presente anche in siti di agenzie di onoranze funebri).
Adsense e adwords non hanno forse migliorato il web che primaera pieno di pesantissimi gif animati (ai tempi dei 56k era uno un inferno)? l'advertising contestuale non ha forse portato tanti soldi (e IMHO anche tanti posti di lvoro in +, compreso il mio Laughing)?

Cosa ha fatto google x far dubitare della propria correttezza?
Steven World Now
Steven World Now
15 set 2008 alle 09:31  02
Sinceramente no: ha un bug nel webkit datato 4 mesi fa... Giudicate voi. Ciao! Ottimo ottimo sito veramente! Laughing
Gioxx
Gioxx
15 set 2008 alle 10:40  03
Cupertino? Microsoft non era in quel di Redmond? Tong

Cupertino è Apple Cristiano, mi sa che hai fatto un attimo di confusione!
Paolo
Paolo
15 set 2008 alle 10:46  04
Considerando che google si butta nel software della telefonia, sviluppare un browser leggero da far testare nel mentre alla massa d'internauti mi sembra una buona mossa; perciò si era necessario per le tasche di google fare questa mossa ;)
Cristiano
Cristiano
15 set 2008 alle 13:11  05
@ Barra:
Anzitutto, complimenti per le ottime argomentazioni Smile

Evidentemente la vicenda è passibile di differenti punti di vista che, nel bene o nel male, possono essere indiscutibilmente validi.
Che l'indicizzazione sia "pilotata" da Google è assolutamente evidente: lo dimostra il fatto che i suoi prodotti o quanto ad essi correlato abbiano una posizione di privilegio rispetto ad altri. Esempio eclatante i blog ospitati su piattaforma Blogger o su Wordpress.com: e questo indipendentemente dalla qualità dei contenuti ospitati.
Questo non mi sembra eticamente corretto, soprattutto nei confronti di coloro che lavorano nel settore e spendono risorse umane ed economiche per l'ottimizzazione dei loro prodotti nelle SERP (e ne parlo con cognizione di causa dato che faccio anche questo per mestiere).
Per quanto riguarda il discorso Adsense, se ne potrebbe parlare a lungo: molto sinteticamente Google ha senz'altro favorito quella che io amo definire "la pulizia del web" però, al tempo stesso è decisamente poco attenta al proliferare dei siti "civetta" che usano ed abusano del posizionamento strategico degli stessi per ingannare i visitatori.
Il tutto in barba alle severe policy applicate che, il più delle volte, sono più rapide a bannare il frutto di disattenzioni che la recidività di chi invece delinque (mi si permetta il termine) per mestiere.

Fermo restando quanto appena affermato è evidente che sia il tuo che il mio sono punti di vista differenti però al tempo stesso validi: però è indiscutibile l'affermazione che Google, da brava multinazionale, sia ovviamente più attenta al profitto che all'interesse della comunità open source.
Per questo mi permetto di aver comunque grandi riserve sull'operazione Chrome (e non sul prodotto sia ben chiaro che è comunque molto promettente)
Cristiano
Cristiano
15 set 2008 alle 13:16  06
@ Gioxx:
Mea culpa!
Gravissimo lapsus indegno di me: ho provveduto all'immediata correzione e mi cospargo il capo di cenere per la vergogna. Wink

@ Paolo:
Anche questa potrebbe essere un'ipotesi da non escludere...
Stefano Mainardi
Stefano Mainardi
15 set 2008 alle 18:29  07
Ipotizzando che google voglia competere in un prossimo futuro sul campo degli OS, credo abbia lanciato sul mercato una killer application. Considerando che fra qualche anno gran parte delle applicazioni (ed oggi c'è qualche esempio) "gireranno" dentro i browser, il browser è la scelta migliore: leggero, multipiattaforma, ottimizzato. Basti vedere la suite Docs di google, oggi un embrione di un futuro office universalmente accessibile.
Questa ipotesi giustifica anche la riscrittura del js engine, ottimo in Safari (webkit) e scadente in Firefox.

Il discorso comunità opensource ed "etica" non regge in tanti ambiti. L'azienda per definizione ha lo scopo di massimizzare i profitti, e Google non è differente da altre realtà. La comunità di sviluppatori indubbiamente ne guadagnerà invece visti gli investimenti economici che puo permettersi. Il google summer of code, ad esempio, ha prodotto negli anni moltissimo materiale di qualità.

Se vogliamo avvicinare "prodotto opensource" ed "etica" allora guardiamo alle fondazioni, un'esempio su tutti : Debian.

Ste
Alan
Alan
15 set 2008 alle 19:38  08
Sottoscrivo ciò che dice Stefano. Google è OVVIAMENTE più interessata al profitto che alla comunità open source. Basta sapere che la maggior parte dei suoi introiti (oltre il 95%) provengono dalla pubblicità!
Di gloria non è mai sopravvissuto nessuno.
Stefano Mainardi
Stefano Mainardi
15 set 2008 alle 20:00  09
@Alan Forse hai frainteso, non intendevo ribadire che Google è interessata al profitto (questo lo sanno anche le penne sulla mia scrivania), bensì cercavo di dire la mia sul discorso "etica, software opensource, aziende". Equazione non sempre "lineare", concedetemi il termine.
hermansji
hermansji
15 set 2008 alle 22:00  10
Forse sono contro tendenza ma a me preoccupano alcuni aspetti legali del "browser di un motore di ricerca". Tra i tanti ci sono stati e ci sono ancora discussioni intorno ai cookie traccianti usati da google, non a casa grane anche in ambito UE si sono sollevate contro la stessa società, come si comporterà il suo browser? Che tipo di uso verrà fatto dei dati raccolti?

Per il discorso, di cui ne so qualche cosa avendo subito una pesante penalizzazione che mi fa ripartire da PR0 Frown :

"Basti solo pensare alle penalizzazioni che elargisce con estrema facilità a chi usa sistemi di advertising non conformi o direttamente in competizione con i propri".

Google, anche se agisce su roba sua, ossia con un motore di ricerca di cui è proprietario, non può però creare discriminazioni e distorsioni nel mercato del web poiché non lo controlla, come potrebbe fare un'autorità pubblica e riconosciuta con un tale ruolo, una società privata non può fare queste scelte e invece sceglie di penalizzare siti costruendosi un ruolo che un privato non può e non deve avere.

.:.
hermansji
hermansji
15 set 2008 alle 22:02  11
ehm... era non a "caso" e non "casa" ;)
.:.
Cristiano
Cristiano
15 set 2008 alle 22:25  12
@ Stefano Mainardi:
Hai centrato il messaggio: il problema sul quale ho cercato di porre l'attenzione è esclusivamente "etico" e non un mero giudizio sul prodotto o sul suo futuro in ambito desktop.
Per questo motivo non ho pubblicato alcuna prova concreta (lo aveva già fatto egregiamente Gioxx) e ho preferito allargare su una tematica più "romantica" che "utilitaristica".
Che Chrome sia un prodotto di qualità è innegabile: non accetto però che lo si proietti come leader di mercato. Se il cerchio si chiudesse sarebbe disastroso.

Purtroppo il mondo dell'Open Source (a parte forse rare eccezioni comprese quella che tu hai citato) sarà lentamente assorbito da logiche di mercato finalizzate al profitto. E' una prospettiva deludente.

@ Alan:
Il problema è che la maggiorparte degli utenti (che certamente non è interessata alle ciniche logiche di mercato) scambia la moltitudine di applicazioni on line (perennemente in versione beta, ci tengo a sottolinearlo) distribuite da Google come pura beneficenza.
Ci sarà un momento in cui il passaggio alle versioni di "produzione" riserverà non poche sorprese.
Cristiano
Cristiano
15 set 2008 alle 22:35  13
@ hermansji:
Questo è un altro argomento che avrei voluto approfondire nell'articolo e che anche a me preme particolarmente.
Tutti i browser tracciano le abitudini di navigazione degli utenti, nessuno escluso, checchè ne dicano Microsoft, Mozilla, Apple, ecc. ecc.
Putroppo non ho mai approfondito a dovere la tematica per cui le informazioni che ti potrei fornire sono esclusivamente frammentarie e obiettivamente di poca utilità.

Un cosa è certa: la modalità di navigazione in incognito del futuro IE 8, a quanto leggo in rete, sta infastidendo un pò tutti. E non certo a caso ... Wink
Roberto
Roberto
16 set 2008 alle 14:27  14
Ho installato Chrome un paio di giorni dopo la sua uscita e devo dire che l'ho trovato "ad occhio" molto più veloce con le nostre applicazioni infarcite di Ajax e JS all'inverosimile. Ma anche nel rendering è decisamente più veloce dei concorrenti
Ho trovato qui wd-testnet.world-direct.at/.../jsTimeTest.htm un benchmark online per JavaScript ed ho potuto constatare che è fino a 15 volte (!!!) più veloce nell'esecuzione di js.
Beh, che dire... per me è quello che ci voleva.
Certo che se ora Google si mette a fare anche il browser... oddio, non oso pensare fin dove potrà spingersi con il suo "grande occhio"…
Ciao
Cristiano
Cristiano
17 set 2008 alle 23:55  15
@ Roberto:
Sulla velocità e rapidità di esecuzione nessun dubbio: anch'io ho fatto molte prove e sono rimasto positivamente colpito.
E "tutto il contorno" che mi da da pensare ...

Aggiungi Commento

biucitecode
  • Commento
  • Anteprima
Loading


| |   |  

Codice QR

Codice QR - cristianofino.net

Ultimi Commenti