5 novembre 2009  0

Come aumentare la durata della batteria dell’iPhone: qualche consiglio ed una prova sul campo

Mobile / Tecnologia 

iPhone 3GIl peggior difetto dell’iPhoneW è sicuramente rappresentato dalla sua autonomia operativa. La batteria in dotazione, complice il fatto di non essere rimovibile e di non avere un amperaggio elevatissimo (solo minimamente aumentato nel passaggio dal modello 3G al 3Gs), può costringere spesso i “power user” ad andare in giro con il caricabatterie da rete in tasca e, tassativamente, con la versione “con presa accendisigari” nella propria autovettura.

Nel passaggio dal modello 3G al più perfornante 3Gs, Apple aveva indicato un aumento complessivo dell’autonomia del dispositivo, stimabile intorno ad un 50 % rispetto alla versione precedente. In realtà, la maggior parte degli utenti continua a lamentare un consumo energetico tale da non riuscire ad arrivare a fine serata, pur dopo aver effettuato un ciclo di carica completo.

Analizzando in dettaglio la problematica è evidente che, date le caratteristiche tecniche, l’iPhone se usato in maniera non oculata, è estremamente avido di energia, vuoi per la potenza di calcolo del processore principale (oltre che di quello grafico), vuoi per il fatto che il dispositivo è praticamente sempre connesso alla rete a seconda dell’interfaccia radio disponibile (UMTSW o Wi-FiW).

Sotto questo aspetto, qualunque dispositivo palmare, anche Windows Mobile, può esaurire in breve tempo la propria fonte energetica (leggi batteria in dotazione). Il vantaggio però offerto dal sistema operativo mobile di casa Microsoft, è che si ha un maggior controllo delle varie periferiche radio, consentendo un’ottimizzazione dei consumi a seconda delle necessità.

In realtà, è possibile riuscire a ridurre i consumi anche sull’iPhone, fino a raggiungere tranquillamente le due giornate piene di utilizzo, che per la tipologia di dispositivo in oggetto, costituiscono sicuramente un ottimo risultato.

In base ad una serie di prove effettuate dal sottoscritto in circa 3 settimane di utilizzo del melafonino, ho rilevato che:

  1. Le notifiche push, a meno che non siano particolarmente necessarie per determinate applicazioni, vanno disattivate in toto. Se si ha la necessità, ad esempio, di leggere la posta in tempo reale, è meno dispendioso aprire di volta in voltà l’applicazione dedicata ed effettuare il controllo, piuttosto che pianificarne lo scaricamento in modalità push o a cadenza oraria.
  2. Anche se sembrerà strano, collegarsi alla rete tramite Wi-Fi, comporta un maggior consumo energetico, piuttosto che mediante la connettività UMTS (a patto che si abbia un segnale di qualità accettabile). Non è una regola assoluta, ma una constatazione basata sull’esperienza diretta, anche se un pò anomala. Da indiscrezioni lette in rete, sembrerebbe che il chipset che ospita il modulo Wi-Fi presente sull’iPhone, potrebbe operare anche su protocollo 802.11nW che dovrebbe consentire anche un minor consumo energetico (in abbinamento ad apparati trasmissivi operanti su analogo protocollo, ormai molto diffusi). Se la notizia fosse vera, sarebbe inspiegabile la mancata attivazione di tale funzonalità (ma trattandosi di un prodotto Apple, non mi meraviglierei più di tanto).
  3. Spegnere il dispositivo, piuttosto che metterlo in “modalità volo”, soprattutto se si prevede un’inattività di almeno 7 o 8 ore, aiuta a risparmiare molta preziosa energia. Ho letto in rete opinioni contrastanti in merito, ma mi permetto di essere un sostenitore dello spegnimento.
  4. L’utilizzo del BluetoothW, soprattutto in abbinamento ad un dispositivo vivavoce, non è particolarmente significativo in termini di consumo.
  5. L’esecuzione di giochi, soprattutto con grafica tridimensionale, riduce in maniera impressionante l’autonomia della batteria. Se si prevede di utilizzare il proprio iPhone principalmente come console portatile, forse è meglio avere dietro sempre il proprio carica batteria, oppure acquistare un prodotto dedicato (che costa anche infinitamente meno).
  6. L’uso continuativo del GPS ha un discreto impatto sui consumi, ma non così significativo come si sarebbe portati a pensare.

Facendo attenzione a queste pochi semplici accorgimenti, personalmente riesco ad avere un’autonomia di esattamente due giorni pieni di utilizzo (e credo che anche altri riuscirebbero a fare altrettanto).

Recentemente ho potuto effettuare una prova approfondita del consumo energetico, avendo pianificato una trasferta fuori sede; l’occasione mi ha permesso di monitorare l’assorbimento utilizzando l’iPhone non solo in congiunzione con il vivavoce Bluetooth (TomTom Go630) a bordo della mia macchina, ma anche a seconda della copertura del segnale presente sulle strade percorse, tenuto conto che il gestore 3 da me utilizzato, ha manifestato una presenza appena sufficiente (con notevole ricorso al roaming o addirittura all’assenza di segnale).

In sintesi, l’apparato è rimasto acceso dalle ore 7:30 fino alle 22:30, per due giorni consecutivi (con spegnimento notturno dalle 22.30 alle 7.30 del giorno successivo).

A seguire i dati statistici di utilizzo delle varie funzionalità:

  • Utilizzo complessivo: 4 ore e 10 minuti
  • Standby: 29 ore
  • Chiamate: 1 ora e 33 minuti (dei queli circa 45 minuti in accoppiamento tramite vivavoce Bluetooth)
  • Accoppiamento con vivavoce Bluetooth: circa 6 ore
  • Trasferimento dati: 44,7 Mbyte in download e 8,3 Mbyte in upload

Alle 22.30 della seconda giornata di utilizzo, prima dello spegnimento, l’indicatore di carica misurava il 9% di alimentazione residua.

Naturalmente l’esempio citato non è esaustivo, (a voler essere pignoli, il GPS è stato attivato per pochissimi minuti) ma può costituire comunque un buon caso di utilizzo misto dell’apparato in condizioni più o meno critiche.

Sarebbe utile raccogliere altre esperienze in merito, per comprendere a fondo quali possano essere le “best practices” per ottimizzare al massimo il consumo energetico dell’iPhone. La sezione commenti è a disposizione, come sempre, di quanti vogliano contribuire in merito.

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