In passato ho avuto più volte occasione di parlare di BlogBabel, una piattaforma social dedicata principalmente ad un servizio di aggregazione e raggruppamento dei contenuti di tutti i blog italiani. L'idea di fondo è lodevolissima, soprattutto se contestualizzata nel panorma web nostrano dove un prodotto di questo tipo, ai tempi del lancio, aveva senz'altro un suo perchè.
Sfortunatamente BlogBabel per la moltitudine è stata principalmente (e non a caso ripeto il termine) solo ed esclusivamente un punto di riferimento per la classifica ad esso associata. La scalata od il calcolo di quest'ultima, associata ad un non felice procedura di iscrizione al servizio (mancante della relativa procedura di cancellazione) crearono una serie di scompigli tra gli aderenti, tali da costringere gli editor del portale a sospenderne temporanemente il servizio, per poi riattivarlo con interessanti modifiche poco meno di un mese fa.
Purtroppo, sembra che per alcuni il problema principale sia ancora legato alla procedura di iscrizione e cancellazione che ancora manca proprio di quest'ultima. A tal scopo, dato che con la nuova riapertura del servizio sembra che siano stati introdotti dei controlli "automatici" che dovrebbero rimuovere i link "sospetti" sia dal punto di vista quantitativo che semantico e, addirittura, in presenza di un numero eccessivo degli stessi, garantirebbero l'eliminazione del blog dal circolo degli iscritti, alcuni hanno deciso di "autocandidarsi" all'espulsione pubblicando degli articoli ad hoc per agevolare la procedura.
Lo hanno fatto Giovy, Marco Camisani Calzolari (per ben due volte), Catepol e Sara Taricani. La cosa strana è che, nonostante tutto, solo due di questi sono stati al momento esclusi, ovvero quello di Sara (in maniera incredibilmente rapida) e quello di Catepol (credo in tutte le sue incarnazioni). Alla luce degli avvenimenti occorsi è evidente che questo fantomatico meccanismo di sicurezza o non funziona correttamente o non esiste proprio.
Sorvolando sulla bieca ironia che si potrebbe fare su tutta la vicenda, forse è il caso di essere un pò più costruttivi. Premesso che, come già espresso su altre pagine, chiedere la rimozione del proprio blog per una questione di principio o forse per sentirsi avulsi dalla massa, non migliora il servizio e nè rilassa le tensioni, anzi ne aumentà l'acredine, favorendo la nascita di situazioni spiacevoli ed inopportune.
D'altra parte è un diritto di ogni utente di un servizio "pubblico" (se così vogliamo definirlo dato che agisce all'interno del concetto di rete delle reti) richiedere al gestore del medesimo la rimozione dei propri dati qualora si decidesse di non volerne più usufruire. Nel caso specifico basterebbe semplicemente l'invio di una email con un minimo di informazioni che possano identificare univocamente il mittente come il vero richiedente, in attesa di una procedura on line che possa assolvere lo stesso compito.
Questo sicuramente potrebbe evitare il ricorso a plateali procedure per raggiungere il medesimo scopo; procedure che, dato che ormai è palese l'intervento umano in sostituzione del famigerato automatismo, sembrano sortire effetti differenti in funzione del richiedente e dell'autore dell'intervento di cui sopra.
Sull'argomento probabilmente potrebbero essere consumati ulteriori riflessioni. Le mie al momento, sono solo due:
- Chi decide di erogare un servizio su web deve necessariamente entrare nella cosiddetta "logica del fornitore" in cui molto spesso è necessario applicare la vecchia regola che recita che "il cliente ha sempre ragione". E' necessario prendere atto di ciò ed attenersi alle richieste degli utenti, soprattutto se sono legittime e motivate. Non è auspicabile prendere decisioni unilaterali che possano essere in qualche modo inquinate da stati d'animo personali (anche se a volte senz'altro comprensibili). Ogni scelta va valutata in maniera obiettiva e ragionata e deve essere applicata indistintamente.
- Chi decide di aderire ad un servizio deve essere consapevole dei pro e dei contro e, al tempo stesso, prendere atto delle possibili mancanze che esso potrebbe presentare in talune situazioni, cercando di proporre delle mediazioni che potrebbero favorirne la risoluzione (ipotesi utopica ma certo non disperata).
Continuo ad essere dell'idea che Blogbabel sia un bel progetto: l'importante è che sia gestito con trasparenza e con la collaborazione e l'apporto di tutti. Chi non ne vuole fare parte deve essere accontentato e se ne deve rispettare la decisione, indipendentemente dalla propria opinione in merito.
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