Un po' per curiosità, un po' spinto dall’insistenza di chi ritiene che il sottoscritto debba necessariamente uscire dal guscio ed avventurarsi nel mondo dei social network, ho deciso di creare un account su facebook. Premetto che l’intento non è stato motivato in alcun modo dal grande battageW creato dai media nelle ultime settimane, essendo il tutto dovuto esclusivamente ad una fortuita coincidenza.
Il primo impatto non è stato dei migliori soprattutto quando, dopo aver inserito i dati relativi alla mia ex università ed ex scuola media superiore (leggi liceo scientifico), il simpatico network mi ha subito proposto un nutrito elenco di nomi già ben conosciuti in rete (leggi bloggerW) e questo mi ha convinto che o il sottoscritto ha perso completamente la memoria, oppure il sistema di matching di facebook fa acqua da tutte le parti (perlomeno nella fase di startup).
Superata questa perplessità iniziale, ho dovuto affrontare un’interfaccia di gestione che definire caotica è un complimento: probabilmente, dato che i servizi a disposizione sono numerosi ed il sottoscritto è ancora poco avvezzo alla navigazione degli stessi, l’impressione è stata giocoforza negativa. Col tempo sicuramente tutto sarà più facile; resta il fatto però che uno studio su qualche piccolo miglioramento sul front-end non sarebbe del tutto inopportuno, ma il mio giudizio è inquinato dal fatto di avere per anni, in passato, studiato e progettato interfacce utente.
Facebook logo con Mark Zuckerberg
Le possibilità sono apparentemente infinite, come anche quelle di commettere errori o disastri. Facebook non ha delle grandi capacità di autodiscovery del feedW di un blogW: me ne sono accorto quando ho tentato di somministrarli l’indirizzo del mio, ottenendo come risultato un pasticcio tra il feed dei commenti e quello degli articoli, quando invece desideravo pubblicare solo quest’ultimo.
Per risolvere l’arcano ho tentato, con scarsi risultati, di capire come eliminare le annotazioni (che poi vengono popolate anche dall’eventuale feed che si fornisce al sistema): non ci ho perso molto tempo, ma sicuramente ne verrò a capo.
Adesso dovrò racimolare il tempo necessario per poter studiare il network con calma e lucidità. Sono molto interessato, naturalmente, a tutta la knowledge base a disposizione degli sviluppatori: penso che se ne potrebbero derivare delle simpatiche applicazioni.
Giusto per restare in argomento, vorrei segnalare una interessante guida di Notorius su come aggiornare in automatico lo stato di Facebook scrivendo su TwitterW (o su un client desktop per Twitter). Ho incontrato (è proprio il caso di dirlo) Andrea proprio durante la mia prima esplorazione del network e sembrava spaurito quasi quanto me (solo che lui è molto più preparato in materia).
Ho già voluto sperimentare uno dei simpatici widgetW per la pubblicazione del proprio profilo, inserendolo in testa all’articolo: chi lo desidera, ne può approfittare per aggiungermi alla sua lista di conoscenti e/o amici.
Concludo invitando chi volesse acculturarmi maggiormente su questo nuovo mondo a non esitare ad usare lo spazio dei commenti.