Facebook, allo stato dell’arte, rappresenta senza ombra di dubbio l’applicazione del momento, soprattutto in Italia. La troviamo spesso citata dai media sia cartacei che televisivi, se ne parla un po’ dappertutto, negli ambienti più impensabili e, spesso, da persone che normalmente tendono ad essere avulse da questi prodotti prettamente tecnologici e virtualmente innovativi.
Personalmente, dopo essermi creato un account ed aver esplorato i servizi offerti, penso di essere riuscito a delineare un quadro più nitido del prodotto e tale comunque da permettermi di parlarne con maggiore cognizione di causa.
Anzitutto è necessario comprendere a “cosa serve” Facebook e, soprattutto, a “chi serve”. Diciamo che, principalmente dal mio punto di vista, può essere utile unicamente per il suo scopo basilare, ovvero cercare di trovare e ricontattare vecchie amicizie, compagni di scuola, d’infanzia e quant’altro di analogo possa venire in mente. E’ importante sottolineare (ma questa è un’opinione puramente personale) che il mero contatto con amici persi da tempo, a volte può essere del tutto effimero perchè, magari, si esaurisce in un semplice scambio di convenevoli al momento del “ritrovamento” e nulla di più. Ovviamente, è facoltà di ogni singolo far sì che l’amicizia perduta si riconsolidi, o termini nuovamente nell’oblio dei ricordi.
L’altro punto di forza è la possibilità di “conoscere” nuove persone in base a dei criteri particolari, quali interessi, titoli di studio, scuole frequentate o aziende presso le quali si è lavorato. “Stringere amicizia” per Facebook consiste semplicemente nell’inserirsi reciprocamente nel proprio entourage di conoscenze e condividere le medesime in termini di schede anagrafiche, preferenze, applicazioni, ecc. ecc.
OneComics © Federico Fieni 2008: Facebook e il "poke"
Sfortunatamente, l’operazione di “richiesta di amicizia” che virtualmente potrebbe essere effettuata cum granu salis in realtà viene operata senza alcuna logica (o perlomeno questa è l’impressione che io ne ho ricavato). Nel mondo reale quando si desidera conoscere qualcuno, ci si presenta e, quando possibile, si cerca di descriversi reciprocamente nella maniera più sommaria possibile; successivamente, in base ai propri gusti si può decidere o meno di continuare a frequentare la persona con cui si è interagito e stringere, appunto, amicizia con essa. Su Facebook, invece, spessissimo le richieste vengono effettuate in maniera del tutto anonima (benché il sistema permetta di presentarsi tramite un “messaggio” introduttivo) confondendo l’utente più attento anche se il trend “massivo” consiglia di accettare tutto da tutti.
Essere un utente del network, diventa quindi, il più delle volte, una corsa all’ampliamento di quello che potrebbe essere il proprio “pacchetto di conoscenze”, perdendo un po’ di vista il concetto che forse avere molti nominativi nella propria rubrica è decisamente fine a se stesso se poi non si interagisce con essi.
Infatti, una volta consolidato il proprio insieme di amicizie, è possibile condividere con esse una timeline (linea temporale) che consente di seguire le azioni eseguite da ogni componente all’interno della rete, commentarle e condividerle con altri soggetti anche esterni o con applicazioni dedicate.
Le applicazioni dovrebbero essere un altro punto di interesse del prodotto: personalmente ne ho visionate alcune e sono rimasto estremamente deluso. In realtà si tratta il più delle volte di semplici giochini con immagini, proiezioni di “cadeau” virtuali, test su presunte affinità caratteriali e cose del genere. Argomenti, quindi prettamente ludici e, diciamo la verità, di alcuna utilità a livello pratico, anche volendo tornare ai fini originali dello strumento.
In realtà, l’impressione che si ha, condivisa anche da altri che fanno il mio stesso mestiere e che hanno voluto esplorare lo strumento, è quella di un network costruito in maniera disorganizzata, aggiungendo di volta in volta funzionalità per invogliare ulteriormente gli utenti al suo utilizzo, e che non è strutturato secondo un progetto logico o formalmente coerente.

OneComics © Daniele Imperi 2008: Amici su Facebook
Il fenomeno è evidente anche nella struttura stessa dell’interfaccia di presentazione: la mia prima impressione di caos e disorganizzazione, nonostante il mio iniziale ottimismo, si è rafforzata anche dopo un notevole addestramento nell’uso delle funzionalità anche più complesse. Anche in questo caso la sensazione è quella che l’accesso alle varie sezioni sia posizionato in maniera del tutto incoerente nell’economia della pagina, anche in virtù del fatto che il numero delle medesime è eccessivo e andrebbe “spalmato” e riorganizzato in maniera più consona, magari in ambienti separati.
Il sistema risulta pesante e monolitico, anche dal punto di vista computazionale: non ne ho valutato l'accessibilità, ma il semplice test di rimozione del foglio di stile ha rivelato un insieme di contenuti testuali disomogeneo e, a mio avviso, di difficile intepretazione per gli utenti che accedono alla rete tramite screen readerW. Frequenti inoltre gli errori a run-time sia delle procedure javascriptW che AjaxW, soprattutto nell'esecuzione delle applicazioni esterne che non solo non mi sembrano particolarmente controllate dal punto di vista qualitativo, ma neanche molto "sicure".
Naturalmente, esistono giudizi contrastanti in merito: la mia posizione è più o meno neutrale e mi sento di condividere quanto espresso da Andrea Beggi e pubblicato da Riccardo Pizzi in una sua recente disquisizione sul medesimo argomento. Andrea afferma:
E comunque dopo un altro mese di utilizzo confermo la mia prima impressione: Facebook non aggiunge nulla alla mia vita. Inoltre è uno strumento caotico, disordinato e poco controllabile, cosa che lo rende perfetto per i nuovi net-lesi che stanno approdando “sull’internette”.
In effetti il concetto è esattamente questo: al di là dell'euforia iniziale, a mentre fredda ci si accorge rapidamente che l'applicazione, soprattutto se non si ha molto tempo da dedicarci esclusivamente a fini ludici o giullareschi, ha un valore aggiunto sostanzialmente nullo.
Molto semplicisticamente potremo definirla come una sorta di "pagine bianche mondiali", accompagnate da una ricca sala giochi tappezzata di pubblicità.
Eppure Facebook, almeno in Italia, fa paura, soprattutto alle grandi aziende. E' recentissima infatti la notizia della decisione di inibire la navigazione sul social network da parte di molte realtà lavorative istituzionali e non, come ad esempio Posteitaliane.
Al di là dell'opportunità dell'iniziativa (giusta o sbagliata che sia), come al solito, nel nostro paese, non si circoscrive adeguatamente il problema: oscurare solo Facebook per evitare distrazioni in ambito lavorativo è sostanzialmente un'operazione fine a se stessa, soprattutto in virtù del fatto che chi "vive di social network" ed ama dedicarvi gran parte del proprio tempo (lavorativo e non), generalmente non è iscritto ad uno solo di essi (ergo andrebbero oscurati tutti).
In realtà, chi lo strumento non vuole utilizzarlo esclusivamente come passatempo o attività ricreativa, molto rapidamente si accorge che, se non utilizzato in maniera accorta, può divenire rapidamente un'ulteriore fonte di fastidio e soprattutto di spamW. Per non parlare dei fake presenti in rete, basati su distorsioni del nome e sull'acquisto di localizzazioni nazionali (ad esempio, www.facebook.it non ha niente a che vedere con il popolare network).
Non a caso, pur avendo ad oggi pubblicato (fatta eccezione per questo) un unico articolo su questo social network, la maggior parte delle visite che ho ricevuto negli ultimi giorni ed aventi come argomento esso stesso, avevano alcune delle seguenti chiavi di ricerca:
- disattivazione account facebook per invio di spam
- blocco account facebook spam
- facebook elimina amici
- superare il blocco utente facebook
- eliminare un account di facebook
Questo qualcosa vorrà pur dire, no? Ai lettori il giudizio finale.