A distanza di circa 3 mesi dall'ultimo aggiornamento, Google sta nuovamente provvedendo alla Deep Crawl e, di conseguenza alle modifiche, in bene o in male, del famigerato PageRankW.
Si è ormai capito che gli algoritmi utilizzati per il calcolo sono stati profondamente rielaborati per cercare di combattere maggiormente le tecniche di "wild linking" che sono state messe a punto in questi ultimi anni.
Da opinioni raccolte in rete sui forum e su siti ben più autorevoli di questo, sembra che il PR venga rimodulato anche in base ad un accurato bilanciamento dei link in ingresso e in uscita: avere uno dei due valori eccessivamente sbilanciato nell'uno o nell'altro verso sembra essere controproducente e, in taluni casi, penalizzante. E' ormai certo che anche l'eliminazione della proprietà rel="nofollow" dai link, in molti contesti non incontri i favori del motore di ricerca più famoso del mondo (ma in merito mi sono già espresso e non vorrei pertanto ripetermi).
La cosa più incredibile è che continuano comunque a manifestarsi fenomeni di valori altissimi assegnati a siti (come ad esempio Italian Bloggers) con appena un mese di vita e pochi link in ingresso e inspiegabili valori nulli assegnati a siti molto accreditati, come ad esempio Web 2.0 And Something Else.
Alcuni "pezzi grossi" restano comunque saldamente ancorati sulle loro posizioni ormai consolidate. Tanto per citare qualche esempio più che noto:
Dato che amo i numeri e le statistiche, da un pò di tempo a questa parte sto analizzando un pò di dati relativi al fenomeno, cercando di capire quanto effettivamente influisca il contributo del PageRank nell'effettivo posizionamento del proprio sito nei risultati di una interrogazione somministrata a Google. Questo è possibile dedicando, ovviamente in maniera diluita nel tempo, un piccola analisi alle combinazioni di keyword che permettono agli internauti di raggiungere il nostro sito, sfruttando le utility messe a disposizione proprio da Google per i webmaster. Se a queste si riesce anche ad affiancare uno strumento che consente l'analisi lato server dei log di accesso al nostro sito (come ad esempio WebTrends).
Alla fine della fiera i risultati sono abbastanza evidenti: se il nostro sito tratta argomenti molto specifici e, se vogliamo, anche abbastanza inusuali, il contributo del PR al posizionamento dello stesso nei risultati di una query di ricerca è pressocchè nullo. Esso comparirà sempre nelle posizioni più favorevoli indipendentemente dal valore assegnato, sia esso 0 o 10.
Il discorso naturalmente cambia nel caso in cui si trattino argomenti molto generici o, in un certo qual modo, si voglia "spingere" gli utenti a visitare il proprio sito per questioni di marketing (leggi banner pubblicitari). In quei casi è naturalmente fondamentale cercare un buon posizionamento anche nei casi in cui l'utente sia alla ricerca di argomenti del tutto differenti.
Tutto è finalizzato al proprio target. Se si desidera "fidelizzare" i propri lettori è auspicabile che essi stessi giungano al nostro sito perchè realmente interessati ai contenuti: più qualità e meno quantità. Se, al contrario, si punta ad un continuo ricambio di utenza occasionale finalizzata alla rotazione (e relativo) "click" di banner pubblicitari, è meglio puntare su argomentazioni (e relative combinazioni di keyword) che spazino a 360 gradi.
Sorge spontaneo, però, domandarsi su come sia possibile garantire l'affidabilità di un motore di ricerca se, nonostante i continui aggiustamenti in corso d'opera, si riesce sempre in qualche modo a falsarne i risultati.
Personalmente, nonostante un'esperienza più che decennale, nella formulazione di query ben formate e specificatamente orientate alla rapida individuazione del risultato più prossimo alla mia ricerca, ancora oggi non riesco immediatamente a trovare tra i primi "hit" gli argomenti desiderati.
Il problema di fondo, comunque, non è il motore, ma per quanto già detto, proprio dei contenuti. Per questo motivo, evidentemente, non ha più senso dare un peso eccessivo al PageRank, proprio perchè non influisce nè negli accessi e nè nel traffico.
Probabilmente in molti se ne sono già accorti: BlogBabel, dopo la recente bonifica, non aggiorna il PR dei propri iscritti da tempo (e, di concerto, anche il numero di FeedReaders), stessa cosa fa BlogItalia, che addirittura, in seguito alla presenza di un'anomalia pare di difficile soluzione, ha rimosso la visualizzazione dello stesso da molte schede informative di blog, dato che a queste veniva attribuito uno stratosferico valore 10.
E' molto interessante valutare il PageRank insieme anche ad altri pseudo-valori di ranking, come l'Alexa Rank, le Technorati Blog Reactions o i Google (o Yahoo) Backlinks: a tal scopo è possibile utilizzare il tool messo a disposizione da popuri.us.
Sono curioso, come sempre, di conoscere le opinioni in merito dei miei lettori su questo argomento ormai divenuto un vero e proprio evergreen.
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