E' doverosa una premessa: questo articolo non deve essere considerato in alcun modo autoreferenziale o celebrativo, ma vuole al contrario stimolare alcune riflessioni sugli strani fenomeni che gravitano attorno al mondo dell'informatica e, soprattutto, all'applicazione della sua tecnologia al web.
Uno dei grandi misteri della rete che il sottoscritto (e non mi vergogno a confessarlo) ancora stenta a comprendere, nonostante siano più di venti anni che mi occupo di IT dei quali più di dieci solo di web, è il funzionamento del signore assoluto dei motori di ricerca, ovvero Google.
Poichè sono un appassionato di statistiche e dei numeri ad esse collegati, recentemente, analizzando le parole chiave utilizzate all'interno dei motori di ricerca che generalmente conducono visitatori su queste pagine, ho notato una cosa interessante che mi ha spinto a tutta una serie di elucubrazioni.
Alcuni utenti erano arrivati su questo blog cercando la combinazione di keyword assolutamente generiche, "blog informatica tecnologia". La cosa in se non mi ha stupito più di tanto fino a quando, giusto per curiosità, ho deciso di verificare in che posizione all'interno della graduatoria venisse inserito il mio umile blog e ho scoperto di essere in cima alla lista.
Interpretando semanticamente la query, questo sito risulta il più pertinente riguardo a tutti i blog che trattano di informatica e di tecnologia.
Perchè la cosa è molto interessante? Perchè se per il signor G (Google per gli amici), questo piccolissimo sito è il più rilevante per ciò che concerne le keyword citate, tanto da renderlo primo nel risultato della sua query di prossimità, mi domando come fanno molti altri siti o blog ad essere considerati autorevoli (questo termine ormai è molto di moda da un pò di tempo a questa parte) nelle graduatorie e liste relative a celopiunghismi vari.
Non è mia intenzione aprire una polemica di alcuna natura: è evidente che l'esempio citato potrebbe avere un basso livello di pertinenza, ma al tempo stesso non può non spingere a qualche buona riflessione.
Osservando la rete e spulciando la miriade di siti e blog che dovrebbero occuparsi appunto di informatica e/o di tecnologia si assiste ad uno scenario veramente desolante: assenza di personalità, assenza di idee, citazione e/o traduzioni di contenuti già pubblicati all'estero, mancanza di originalità ma, soprattutto, mancanza di un'identità univoca e ben definita. Poche le eccezioni e, guarda caso, spesso si tratta di realtà semi sconosciute al grande pubblico dei navigatori, più avvezzi a dare il loro consenso a siti "issimi" o presunti tali, non tanto per meritato valore, quanto per consolidata consuetudine.
E' evidente che chi crede veramente nell'informatica non può che provare un senso di frustrazione nell'assistere a questo ormai dilagante fenomeno. E' anche vero che il tutto è soprattutto frutto di una ormai palese tendenza al mito della facile monetizzazione relativa alla publicazione di contenuti tecnologici per geek o presunti tali. In quest'ottica è inutile meravigliarsi: ormai l'editoria personale nel settore del web si sta avvicinando sempre di più alla sua lontana cugina su carta stampata, dove i prodotti di spessore sono ormai una chimera e assomigliano sempre di più a voluminosi cataloghi di meraviglie tecnologiche in perfetto stile Postal Market.
E' evidente che non esiste un rimedio: non è possbile condizionare le scelte dei navigatori né pretendere di indurli ad un maggiore approfondimento. La nostra società è fondamentalmnente orientata verso un sano pressapochismo: la colpa è dei media ed il web non è da meno.
L'importante comunque è che esistano e continuino ad esistere le nicchie: ogni tanto qualcuno e, a volte, anche Google, si accorgono di loro.
Voto: 5.0 · Votanti: 7 · Assegna il tuo voto:
- Currently 5/5 Stars.
- 1
- 2
- 3
- 4
- 5