27 agosto 2008  0

Il progetto MobileASL: finalmente la comunicazione video tra non udenti anche su bande trasmissive ridotte

Mobile / Tecnologia 

MobileASL In questi ultimi giorni sono stati pubblicati in rete diversi articoli inerenti la prossima disponibilità di dispositivi cellulari specifici per non udenti, che consentirebbero di comunicare mediante il linguaggio dei gestiW, sfruttando uno streaming video ottimizzato.

Poichè sono da sempre sensibile a questa tipologia di tecnologie mirate all'agevolazione delle utenze svantaggiate, ho deciso di raccogliere maggiori informazioni in merito ed approfondire meglio la tematica, soprattutto dal punto di vista tecnologico.

Anzitutto è necessario sottolineare che non è stato sviluppato un hardware dedicato per la realizzazione di dispositivi cellulari ad hoc, ma è stato attivato (ed è in corso di perfezionamento) un progetto mirato all'implementazione di un particolare codecW video di compressione che possa garantire un streaming accurato anche su bande trasmissive ridotte quali ad esempio l'EDGEW.

Il progetto, supportato dall'Università di Washington, è stato battezzato MobileASL, dove la sigla ASL è l'acronimo di American Sign Language, ovvero il linguaggio dei segni americano, utilizzato dalla pressocchè totalità dei non udenti presenti sul continente d'oltre oceano.

La necessità di un algoritmo di compressione ottimizzato nasce principalmente dalla scarsa diffusione di reti 3G negli Stati Uniti, dove, allo stato dell'arte, il protocollo di comunicazione più diffuso è proprio l'EDGE che è notoriamente poco adatto alla trasmissione video. D'altra parte, sempre sul territorio americano, sono molto diffusi i dispositivi palmari con modulo telefonico (e smartphoneW) dotati di display LCD di dimensioni più estese rispetto ai tradizionali telefoni cellulari. Tali apparecchi sono preferiti dai non udenti proprio perchè consentono una migliore gestione della messaggistica che, al momento, è il mezzo di comunicazione più utilizzato dagli stessi.

Il progetto MobileASL ha sviluppato un particolare protocollo di comunicazione video basato sul nuovo standard H.264/AVC che, sfruttando appunto l'x264, consentirebbe un rapporto di compressione pari quasi a due volte quello utilizzato dall'MPEG-2W. L'algoritmo implementato utilizza delle particolari tecniche di isolamento delle aree rilevanti dello schermo impegnate appunto dalle gestures tipiche di una comunicazione a segni; questo favorirebbe una gestione ottimizzata dei frameW ed una maggiore compressione del segnale video.

Il vantaggio dell'implementazione di un codec dedicato nasce appunto dalla possibilità di installarlo successivamente anche su piattaforme hardware esistenti quali possono essere palmari telefonici o smartphone, senza la necessità di sviluppo di dispositivi mirati.

Infatti, l'Universita di Washington ha realizzato anche un video dimostrativo con cui viene mostrato come sia possibile, utilizzando il protocollo sviluppato, una comunicazione tra due non udenti mediante un HTC Tytn.

E' importante sottolineare che il progetto risulta innovativo solo perchè si appoggia sullo sviluppo di un algoritmo di compressione ottimizzato per bande trasmissive ristrette. Infatti, in paesi come il Giappone o la Svezia, dove la copertura 3G (e in Giappone sono ormai già al 4G) è consolidata da anni, la videocomunicazione tra non udenti è una realtà ormai da molto tempo (come evidenziato anche sul sito di MobileASL).

Concludo, ricordando che il progetto, essendo di natura accademica, sarà interamente rilasciato sotto licenza open sourceW.

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