4 aprile 2008  1

Il "salto quantico" degli home computer verso i 32 bit: il Sinclair QL

Storia / Tecnologia 

sinclair-ql Nel 1985 Sir Clive SinclairW, già ideatore e produttore di vere e proprie pietre miliari della storia dell'informatica di quel periodo quali lo ZX80W, lo ZX81W e lo Spectrum, decise di immettere sul mercato un prodotto assolutamente innovativo.

Il nome di questo computer dalle caratteristiche eccezionali era QL, abbreviazione di Quantum Leap, che tradotto nella nostra madre lingua significa Salto Quantico ovvero "salto di molti ordini di grandezza". La scelta di un nome così particolare fu determinata dal fatto che si volle evidenziare con veemenza la rottura con gli standard del passato (basati sulla produzione di macchine con processori a 8 bit quali il MOS 6502W o lo Z80W) immettendo sul mercato il primo home computer basato su un processore a 32 bit, il Motorola 68008W.

Sinlair QL (foto 1)

Le caratteristiche

In realtà il processore 68008, nonostante appartenesse alla famiglia 68000, ne costituiva una versione edulcorata: infatti pur avendo i registri interni a 16/32 bit, aveva un bus di accesso alla memoria di soli 8 bit. Inoltre venne utilizzata la prima versione del processore, con package a 48 pin, che consentiva l'indirizzamento di memoria fino ad 1 Mbyte; sucessivamente venne prodotto un package a 52 pin che portò l'indirizzamento fino a 4 Mbyte, ma quest'ultimo non venne mai usato sul QL.

Queste in sintesi le caratteristiche:

  • Un processore Motorola 68008 operante alla frequenza di 7,5 Mhz
  • Una memoria di base pari a 128 Kbyte espandibile sino a 512. 32 Kbyte di ROM, contenenti il QDos ed il SuperBasic, espandibile fino a 64 Kbyte.
  • Modalità grafiche: 25 linee di 80 caratteri in modalità testo con un massimo di 8 colori indirizzabili, una modalità grafica in alta risoluzione di 512 x 256 pixel con un massimo di 4 colori indirizzabili, una modalità grafica in bassa risoluzione di 256 x 256 pixel con un massimo di 8 colori indirizzabili. Mediante dithering, il sistema era in grado di indirizzare più sfumature di colore rispetto a quelle effettivamente disponibili nella varie modalità.
  • Audio: un canale monofonico gestito tramite altoparlantino interno.
  • Connessioni per: segnale TV (tramite modulatore RF), monitor RGBW esterno, due joystick, due porte seriali RS232W.
  • Interfaccia per collegamento in rete (possono essere collegati in cascata fino a 64 QL o Spectrum dotati di Interfaccia 1)
  • Porta di espansione proprietaria e connettore per cartucce ROM esterne
  • Due unita di memoria di massa a nastro dette ZX MicrodriveW delle capacità massima formattata di 100 Kbyte.

Il computer veniva inoltre commercializzato con in dotazione un pacchetto software (prodotto dalla Psion) molto completo, composto da un word processor (QL Quill), un foglio elettronico (QL Abacus), un database manager (QL Archive) ed un software per la produzione di grafici (QL Easel).

Sinlair QL (foto 2)

L'obiettivo primario della Sinclair fu quello di indirizzare il target del prodotto verso un utenza di tipo business date le caratteristiche della macchina orientate più verso la potenza di calcolo e, di concerto, l'elaborazione dei dati, che verso il settore dell'home entertainment.

Proprio per questo motivo il QL era dotato di un "vero e proprio" sistema operativo, il QDOS (QL Disk Operativ System) e di un potentissimo interprete Basic (il SuperBasic), orientato specificatamente alla programmazione strutturata avendo anche il supporto alle procedure (cosa inusitata per i dialetti Basic  dell'epoca) e con l'accesso diretto alle primitive del sistema operativo stesso.

Un obiettivo mancato

Purtroppo il QL, pur essendo sulla carta un prodotto altamente innovativo, non ebbe il successo sperato e può essere considerato forse il più grande flop della carriera di Sir Clive Sinclair.

Ho vissuto personalmente l'esordio del QL negli anni '80: pur non avendolo posseduto fisicamente, ebbi la possibilità di utilizzarlo a lungo e con estrema soddisfazione. Era una macchina estremanente performante e ricordo ancora con grande emozione la possibilità offerta dal QDos di poter lanciare contemporaneamente più applicazioni (il Sistema Operativo era realmente multitasking, anche  preemptive): i miei occhi erano affascinati dall'apertura contenporanea di più finestre di shell sullo schermo, come anche dall grande rapidità con cui era possibile tracciare grafici ed animazioni in alta risoluzione.

Sinlair QL (foto 3) hardware

Sfortunatamente i punti deboli erano molti e rilevanti:

  • la scelta estremamente discutibile di dotare il prodotto di unità ZX Microdrive, pensate e progettate per lo Spectrum ed inadatte, per l'eccessiva lentezza di accesso ai dati, alle performances della macchina. Le unità a disco floppy erano già ampiamente diffuse (anche se di dimensioni generose) e non si comprese la motivazione addotta dalla Sinclair riguardante la "portabilità" delle unità incorporate.
  • la tastiera, economica, basata ancora su un meccanismo a membrana, scomoda e poco pratica, si guastava con estrema facilità. Home computer di fascia più bassa come il Commodore 64W, il Vic 20W, o il BBC MicroW erano dotati di tastiere dal feedback migliore e decisamente più ergonomiche.
  • la scelta di un processore "avanzato" ma con bus di accesso a 8 bit per contenere i costi. Un collo di bottiglia che penalizzò fortemente le prestazioni della macchina e non consentì, complice anche l'adozione dei microdrive, l'utilizzo del sistema operativo UnixW che, ai tempi, era il più diffuso sulle piattaforme basate sulla tecnologia Motorola 68000.

In definitiva, la Sinclair cercò di commercializzare un prodotto che potesse interessare quella fascia di potenziali acquirenti a cavallo tra il settore professionale e quello domestico, ma il mercato non rispose nella maniera sperata nonostante l'aggressivo prezzo di vendita fissato inizialmente a soli 399 $. Lo stesso Spectrum, per il notevole parco di titoli software disponibile sia in ambito didattico che ricreativo, fu un temibile concorrente per il "fratello maggiore" e ne decretò la prematura uscita dal mercato.

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Commenti (1) -

Stefano Mainardi
Stefano Mainardi
10 apr 2008 alle 14:34  01
Bei tempi quelli dello Spectrum...sigh.

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