6 aprile 2009  9

Il terremoto in Abruzzo: l’apoteosi di una catena di eventi che da mesi sconvolgono la regione “forte e gentile”

Generale 

Per una volta non vi parlerò di programmazione, di tecnologia o di “mobile”. Ma non vi parlerò nemmeno del mio vissuto al momento del sisma che, per quanto spaventoso ed assolutamente inaspettato, non è nemmeno minimamente paragonabile a quanto accaduto ad amici e colleghi residenti a l’Aquila, ad Avezzano e zone limitrofe, che ho tentato più volte di contattare durante l’arco della giornata, con risultati purtroppo assai deludenti.

Non vi racconterò dei paesi dell’entroterra pescarese che sono rimasti senz’acqua e senza luce, né delle aziende come la Gran Guizza (nota per la produzione di acqua minerale) che hanno dovuto sospendere temporaneamente le attività per l’inagibilità di alcune strutture.

Non vi racconterò dell’interminabile viavai di elicotteri della Protezione Civile, del 118, dell’Esercito Italiano, al quale ho assistito per tutta la giornata dal balcone del mio studio che, purtroppo o per fortuna, si affaccia proprio sull’eliporto dell’Ospedale Civile di Pescara, come non vi racconterò del continuo stridore delle sirene delle ambulanze che arrivavano e ripartivano a rotazione sempre dalla medesima struttura.

Non vi farò della “dietrologia” anche se potrebbe essere tecnicamente e ragionevolmente motivata; è troppo semplice appellarsi ad essa e spesso se ne abusa in maniera inopportuna nel nostro paese. Non vi parlerò di “previsioni”, di “scienza e tecnica”, di “avvisi di garanzia” o del “forse si poteva evitare”. Quello che conta è il presente che, purtroppo, non può essere in alcun modo cambiato.

Voglio parlare invece di quanto è successo alla mia regione negli ultimi mesi, regione che, nel bene e nel male, per un imprescindibile disegno del destino, sembra essere fulcro portante dell’attenzione costante dei media.

Vi voglio parlare degli scandali del malgoverno della politica non-politica, prima all’amministrazione regionale, poi al comune di Pescara, per non parlare di quanto già successo in un passato non troppo lontano anche al comune di Montesilvano.

Vi parlerò delle opere pubbliche inutili o mal compiute o dei monumenti di architetti prestigiosi che si disgregano tempo un mese dall’inaugurazione.

Vi parlerò dei tagli del governo ai nostri fondi regionali, alla crisi della sanità, al licenziamento dei precari delle strutture ospedaliere (le medesime che ora devono organizzarsi in emergenza per fornire aiuto alle vittime del sisma).

Vi parlerò della crisi delle aziende della Valpescara e delle procedure di mobilità, vere o artificiose che siano, attivate dai più importanti nomi del distretto industriale di Chieti Scalo.

Vorrei parlarvi di tutte queste cose, di quanto la mia regione sia stata “colpita e martoriata” negli ultimi mesi, di quanto essa sia stata al centro delle cronache e di quanto sia stata paragonata a luogo pullulante di malfattori e di inciuci.

Ma in realtà non vi parlerò di null’altro e desidero porre solo una domanda: perché ci è accaduto tutto questo ?

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Commenti (9) -

wolly
wolly
07 apr 2009 alle 10:57  01
Il perchè è retorico, la natura non ce l'ha con nessuno, semplicemente si manifesta.
Il problema è la corsa al risparmio che ha portato a costruire in zona sismica case non antisismiche (mi riferisco ovviamente alle nuove costruzioni)
Felice che tu stia bene.
ciao
hermansji
hermansji
07 apr 2009 alle 12:25  02
Wolly scusa ma nessuno ha costruito in zone sismische case non antisismiche dato che non esistono "case antisismiche".  Invece esistono criteri "antisismici" per progettare ed edificare, criteri che  nella nostra Regione sono in discussione da tempo ma di fatto non sono nemmeno vincolanti. Questo è il punto. Quando ho presentato un esposto contro una sopraelevazione, mi sono trovato di fronte ad una disciplina di piani regolatori che permettono, di fatto, il recupero volumetrico di edifici, in pieno centro storico, senza nemmeno un accenno alla stabilità e alle zone sismiche. Non trovo affatto "retorico" il perché anzi.
.:.
Cristiano
Cristiano
07 apr 2009 alle 16:32  03
@ wolly:
Hai frainteso il significato della mia domanda (ovviamente figurata): mi riferivo alla catena di eventi che si sono abbattuti sulla mia regione e non al singolo cataclisma che ne ha costituito l'apice.
E' evidente che la "natura" agisce in maniera ineluttabile ed è inutile domandarsene la ragione.

Per quanto riguarda il discorso sull'edificazione a norme antisismiche se ne potrebbe parlare a lungo ma credo che, allo stato dell'arte, sia pleonastico :-(
pillola
pillola
07 apr 2009 alle 21:49  04
sì, felice che tu stia bene.
per il resto non saprei che dire
PzSniper
PzSniper
15 apr 2009 alle 01:24  05
Complimenti per il post, ti ringrazio per la tua "testimonianza" credo che purtroppo la vera voce degli abruzzesi sia stata udita poco nei media... ne ho parlato diverse volte anche nel mio blog.
Traffyk
Traffyk
20 apr 2009 alle 20:02  06
Ciao Cristiano posso immaginare bene quanto hai provato e cosa tutt'ora starai provando.

Tralasciando la vicenda che ormai è compiuta (anzi è ancora in corso) da giorni sto facendo una riflessione:

Il susseguirsi di sciami nei mesi antecedenti il disastro sembra non aver suscitato allarmi, sebbene alcuni fatti ne testimonino il contrario. Comunque le autorità hanno mantenuto fermamente la propria posizione ed hanno sbagliato.

Ora veniamo a me, io abito a meno di 6km dalla bocca del Vesuvio, e come me ci sono circa 580mila persone nell'arco di 18comuni della famosa zona rossa, ogni volta che penso all'Abruzzo ed a come è stata gestita la faccenda associo la stessa operatività a quella che verrebbe effettuata in una ipotetica situazione riguardante il gigante che dorme.. e penso sempre.. come scapperanno queste 580mila persone? Non tanto per me perchè abito in una zona davvero ricca di vie di comunicazione di un certo rilievo e mai intasate ma quelli sul lato Ovest.. (Ercolano, Torre ec...) bah.. preferisco non pensarci.

CIauzz Cristiano scusami per l'ot ;)
Cristiano
Cristiano
20 apr 2009 alle 23:35  07
Invece la tua testimonianza è importante perchè tocca un'altra delle grandi contraddizioni del nostro paese: quasi 600.000 abitanti che vivono "a braccetto" con uno dei vulcani forse più pericolosi del mondo proprio perchè dormiente.

Spesso anch'io mi chiedo se chi ha consentito che la speculazione edilizia se ne infischiasse altamente di ogni regola di sicurezza, se e quando un giorno (io mi auguro mai) dovesse accadere l'irreparabile, si renderà conto del disastro di cui sarà unico responsabile :-(

Ma come ben sai, la coscienza è ormai una chimera nel 21° secolo, ove conta solo l'individualismo ed il vil denaro Frown

P.S.: è sempre un grande piacere ritrovarti su queste pagine, amico mio Wink
Traffyk
Traffyk
20 apr 2009 alle 23:48  08
We Zio io ti ho sempre nel feed reader, sai anche però che ci metto un mesetto abbondante o più a riaprire lo stesso feed Tong

Comunque qui al Vesuvio, contrariamente a quanto è accaduto in Abruzzo è una storia ripetuta da secoli, basti ricordare il 44 e tutte le precedenti. Nessuno si preoccupa, si costruisce e non sempre abusivamente ma con tanto di licenza!!!!

Vabbè tanto alla fine sono sempre i poveri innocenti che ci vanno sotto, così come quei poveri studenti della casa dello studente che scommetto pagavano anche uno sproposito!

Cristiano
Cristiano
21 apr 2009 alle 00:09  09
Traffyk ha scritto:
Vabbè tanto alla fine sono sempre i poveri innocenti che ci vanno sotto
Purtropo è sempre così Frown

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