Per una volta non vi parlerò di programmazione, di tecnologia o di “mobile”. Ma non vi parlerò nemmeno del mio vissuto al momento del sisma che, per quanto spaventoso ed assolutamente inaspettato, non è nemmeno minimamente paragonabile a quanto accaduto ad amici e colleghi residenti a l’Aquila, ad Avezzano e zone limitrofe, che ho tentato più volte di contattare durante l’arco della giornata, con risultati purtroppo assai deludenti.
Non vi racconterò dei paesi dell’entroterra pescarese che sono rimasti senz’acqua e senza luce, né delle aziende come la Gran Guizza (nota per la produzione di acqua minerale) che hanno dovuto sospendere temporaneamente le attività per l’inagibilità di alcune strutture.
Non vi racconterò dell’interminabile viavai di elicotteri della Protezione Civile, del 118, dell’Esercito Italiano, al quale ho assistito per tutta la giornata dal balcone del mio studio che, purtroppo o per fortuna, si affaccia proprio sull’eliporto dell’Ospedale Civile di Pescara, come non vi racconterò del continuo stridore delle sirene delle ambulanze che arrivavano e ripartivano a rotazione sempre dalla medesima struttura.
Non vi farò della “dietrologia” anche se potrebbe essere tecnicamente e ragionevolmente motivata; è troppo semplice appellarsi ad essa e spesso se ne abusa in maniera inopportuna nel nostro paese. Non vi parlerò di “previsioni”, di “scienza e tecnica”, di “avvisi di garanzia” o del “forse si poteva evitare”. Quello che conta è il presente che, purtroppo, non può essere in alcun modo cambiato.
Voglio parlare invece di quanto è successo alla mia regione negli ultimi mesi, regione che, nel bene e nel male, per un imprescindibile disegno del destino, sembra essere fulcro portante dell’attenzione costante dei media.
Vi voglio parlare degli scandali del malgoverno della politica non-politica, prima all’amministrazione regionale, poi al comune di Pescara, per non parlare di quanto già successo in un passato non troppo lontano anche al comune di Montesilvano.
Vi parlerò delle opere pubbliche inutili o mal compiute o dei monumenti di architetti prestigiosi che si disgregano tempo un mese dall’inaugurazione.
Vi parlerò dei tagli del governo ai nostri fondi regionali, alla crisi della sanità, al licenziamento dei precari delle strutture ospedaliere (le medesime che ora devono organizzarsi in emergenza per fornire aiuto alle vittime del sisma).
Vi parlerò della crisi delle aziende della Valpescara e delle procedure di mobilità, vere o artificiose che siano, attivate dai più importanti nomi del distretto industriale di Chieti Scalo.
Vorrei parlarvi di tutte queste cose, di quanto la mia regione sia stata “colpita e martoriata” negli ultimi mesi, di quanto essa sia stata al centro delle cronache e di quanto sia stata paragonata a luogo pullulante di malfattori e di inciuci.
Ma in realtà non vi parlerò di null’altro e desidero porre solo una domanda: perché ci è accaduto tutto questo ?