L’equo compenso è un contributo che viene pagato a priori sui supporti sui quali è possibile registrare digitalmente delle informazioni. Tale contributo viene corrisposto alle società preposte alla protezione ed all’esercizio dei diritti d’autore, quali, ad esempio, la SIAEW in Italia.
Fino al 30 dicembre 2009, l’equo compenso veniva versato dai consumatori solo in seguito all’acquisto di CD e DVD registrabili, oltre che di masterizzatori idonei a tali supporti. Con il decreto firmato appunto a fine dicembre dal ministro dei beni culturali Sandro Bondi, il range tecnologico interessato da questa “tassa” viene aggiornato ed esteso a livelli incredibili, mettendo l’Italia al primo posto in Europa tra i paesi che applicano, in maniera a mio avviso del tutto indiscriminata, questa deprecabile norma.
In buona sostanza, ora, qualunque dispositivo dotato di “supporto registrabile”, vale a dire pen drive, schede di memoria, dischi rigidi, cellulari e quant’altro, verrà interessato dall’applicazione di questo balzello, in una misura più o meno proporzionale in funzione delle dimensioni della memoria disponibile.
Il decreto ha delle norme di applicazioni differenti a seconda del prodotto interessato: ad esempio sui telefoni cellulari si pagherà una somma aggiuntiva pari a 0,90 €, mentre sulle memorie di massa esterne il costo sarà proporzionale all’effettiva dimensione in Gbyte del dispositivo.
Ad esempio, un disco rigido esterno da oltre 500 Gbyte potrà costare fino a 32,20 € in più rispetto al suo attuale prezzo di mercato. Considerando che lo street price di una unità da 1 Terabyte, si colloca intorno agli 80 € circa, si avrebbe un aumento di ben il 40%. Per quanto riguarda invece i lettori mp3, invece, per un iPod da 16 Gbyte (o oltre), si andrà a pagare un equo compenso oscillante tra i 9,66 ed i 12,88 €.
Queste cifre sono solo alcune del nutrito elenco di casistiche esaminato dal decreto che abbracciano praticamente tutte le tipologie di memorie esterne ed interne associabile a qualsivoglia dispositivo multimediale dotato di supporto di registrazione interno od esterno, computer o riproduttore audio-video.
La cosa irritante è che il decreto verrà applicato anche (e soprattutto) ai lettori mp3, sui quali è possibile riversare musica digitale legalmente acquistata e, per la quale, sono già stati pagati i diritti di autore relativi (anche per le eventuali copie di backup ad uso personale). In buona sostanza si andrà a versare l’obolo per ben due volte alla SIAE: una tassa sulla tassa.
Al di là delle valutazioni sulla manovra in se, evidentemente mirata a fa confluire ingenti flussi di denaro nelle casse della Società Italiana Autori ed Editori, ciò che maggiormente si evidenzia da essa è la colossale grossolanità con cui è stata fatta la valutazione delle categorie tecnologiche da colpire, senza tener conto alcuno delle terribili ripercussioni sulle economie di mercato collegate.
Secondo la SIAE “questo provvedimento restituisce dignità a chi crea un'opera” ma, a mio avviso, mette solo le mani avanti, criminalizzando a priori ed in maniera indiscriminata i consumatori e puntando solo a far cassa senza tutelare effettivamente gli autori, se non le case editrici e di produzione.
Le memorie di massa sono attualmente presenti nella gran parte della tecnologia in circolazione. Computer, lettori e registratori multimediali, fotocamere e videocamere digitali, cellulari, smartphone: il prezzo di tutti questi oggetti lieviterà improvvisamente in maniera più o meno proporzionale, ma solo in Italia.
Ma, attenzione: lieviteranno anche i prezzi degli hosting professionali (stimati in Gbyte), come dei backup remoti e di tutto ciò che, in definitiva, ruota intorno allo storage dati sia on-line che off-line.
In un paese ove da tempo si parla di azzeramento del digital divideW, dell’utopica idea di un personal computer in tutte le case ed in tutte le scuole, della digitalizzazione della pubblica amministrazione e della semplificazione amministrativa, la mossa più intelligente non poteva che essere proprio quella di tassare tutte le memorie di massa in maniera indiscriminata, operazione che farà precipitare ancora di più il nostro paese verso l’abisso della mediocrità e dell’arretratezza.