Il 2008 è stato l’anno di debutto dei cosiddetti netbookW, computer ultraportatili che hanno in comune con i notebookW standard il solo il fattore di forma, ovvero la classica apertura a libro, guadagnando però dimensioni e peso estremamente ridotti. In realtà, l’ulteriore valore aggiunto di questi dispositivi, dovrebbe essere soprattutto nel prezzo, il più possibile circoscritto, in funzione di una dotazione tecnologica relativamente di minore pregio, limitata proprio per consentire un prezzo di vendita alla portata di tutti.
Asus è stata capofila nella commercializzazione di questi oggetti: il suo primo EeePc 701 (o EeePC 4G) è stato probabilmente uno dei più venduti, prima che anche altri competitors si cimentassero nella produzione di modelli analoghi.
Il problema di fondo è che, con l’aumentare dei modelli e dei brand sul mercato, il concetto stesso di netbook, che dovrebbe significare principalmente dimensioni, peso e costi ridotti, si è sostanzialmente “perso”, in favore della ricerca di funzionalità aggiuntive, display più grandi, memorie di massa più capienti e, in taluni casi, connettività 3G integrata, come il recente LG X110, distribuito in esclusiva da Wind.
La stessa Asus, nella proposta dei suoi ultimi modelli della serie EeePC, ha sacrificato costi e dimensioni contenute, in favore di performance aggiuntive che permettessero di competere con le proposte della concorrenza.
Evidentemente l’offerta si adegua alla richiesta di mercato. Per quello che mi concerne, trovandomi attualmente nella situazione di dover acquistare un netbook, che sia però esattamente funzionale alle specifiche iniziali, ovvero estrema compattezza e prezzo contenuto, la situazione si complica alquanto proprio per l’estrema varietà dell’offerta.
In realtà, a mio avviso e per le mie necessità, le caratteristiche ideali del netbook dovrebbero essere un prezzo inferiore ai 300 €, dimensioni il più possibile compatte e peso possibilmente inferiore al chilo, per garantirne la massima trasportabilità ovunque. Altro dettaglio fondamentale il disco rigido di tipo SSD: credo che sia un controsenso montare memorie di massa in movimento (leggi hard disk standard) su degli oggetti che dovrebbero garantire la massima maneggevolezza in mobilità.
Sembrerà incredibile, ma attualmente gli unici due modelli che rientrano nelle caratteristiche descritte sono proprio lo EeePc 701, che è possibile ancora reperire con uno street price intorno ai 180 €, e l’Acer One, nella sua versione base, che è disponibile con prezzi che variano dai 220 € ai 249 €, a seconda che lo si voglia acquistare on line o direttamente in negozio (scelta a mio avviso sempre preferibile quando si acquista un bene facilmente soggetto a problematiche post-vendita).
Entrambe i modelli descritti ospitano due differenti versioni di LinuxW customizzate ad hoc per semplificare l’interazione con gli stessi, Xandros e Linpus: di entrambe non ho letto recensioni positive e le prove che ho effettuato hanno confermato le perplessità segnalate e ne hano aggiunte altre. E’ comunque possibile installare, memoria di archiviazione permettendo, sistemi operativi alternativi, da Ubuntu a Windows XP.
Evidentemente il confronto tra i due modelli è sostanzialmente impari: l’Acer One può vantare il processore a basso consumo Intel Atom a differenza del Celeron presente sul 701, oltre che ad un display di maggiori dimensioni (8,9” contro 7”) ed un disco SSD di capacità doppia (8 Gbyte contro 4).
Dalla sua, l’EeePC 701 ha però le dimensioni ed il peso estremamente contenuti (anche se a discapito di una tastiera leggermente più piccola) oltre che un prezzo di vendita ormai simile a quello di un cellulare di fascia media. Il look and feel non mi dispiace, a parte le bande nere ai lati del display.
Per entrambi i modelli resta comunque l’interrogativo di poter eventualmente collegare il mio HTC P3600 con funzione di modem 3G per poter fruire della connettività in mobilità, ove non possibile tramite Wi-FiW o rete cablata. In merito non ho trovato informazioni adeguate per ciò che concerne l’interfacciamento tramite i sistemi operativi nativi (con Windows XP naturalmente il problema non esisterebbe)
In conclusione, per la prima volta, credo, dalla nascita di questo blog, è il sottoscritto a chiedere il contributo dei suoi lettori per la scelta di un suo “strumento di lavoro” e spera, ringraziando anticipatamente, di ricevere molti utili consigli.