E’ dal 1° gennaio 2009 che mi sto preparando a questo giorno. Ho contato le ore, soppesato i minuti. Ho riflettuto su tutto ciò che ho fatto, pensato e vissuto, nel bene o nel male, in tutti gli anni trascorsi.
Avevo preparato una moltitudine di pensieri e di riflessioni su quanto mi ha dato la vita, quanto avrei ancora potuto ricevere ma, soprattutto, quanto invece avrei dovuto maggiormente dare.
Adesso però i pensieri ed i concetti mi sembrano meno chiari e naturali nella loro espressione, di quanto non li avessi costruiti ed immaginati nelle scorse settimane.
Sarà perché l’emozione è grande, o forse perché il traguardo dell’età raggiunta mi ha reso naturalmente consapevole che vivere realmente il mio presente è la cosa più importante, sia della nostalgia del passato che della pianificazione del futuro.
Oggi compio quaranta anni e, nonostante i primi capelli bianchi e qualche ruga che segna il mio viso non più liscio come un tempo, mi sento ancora come quel timido bimbo delle elementari a cui piaceva, e piace tuttora, sognare ad occhi aperti.
Monologo sui 40 anni di Gabriele Cirilli