La Microsoft ha formalizzato esplicitamente il termine della commercializzazione di Windows XP e lo ha fatto in una maniera abbastanza singolare, segno inequivocabile che la fine del suo sistema operativo più longevo ha lasciato una traccia evidente tra i suoi utenti.
Infatti, chi si collega alla pagina dedicata a Windows XP (al momento solo per la versione localizzata in inglese), viene accolto dalla comparsa di una finestra animata che invita alla lettura di una lunga lettera firmata addirittura da Bill Veghte, Senior Vice President di Microsoft Corporation.
I contenuti del documento, molto dettagliato vertono principalmente su 3 punti basilari:
- Il futuro di Windows XP, di cui ho già parlato in un precedente articolo, e che adesso è stato formalizzato in maniera più ampia oltre che nel messaggio di Veghte, anche in un documento ufficiale.
- I progressi compiuti da Microsoft con Windows Vista negli ultimi mesi, soprattutto dopo il rilascio del Service Pack 1.
- Cosa sarà a grandi linee la prossima versione di Windows che attualmente è conosciuta con il nome in codice di Windows 7.
E' evidente che le maggiori preoccupazioni della casa di Redmond riguardano tutti gli utenti business che usano ancora la piattaforma XP e che, a tutt'oggi, esitano a migrare, per motivi più o meno validi, verso Vista: è difficile garantire certezze o conferme. L'unica sicurezza è che il Windows prossimo venturo sarà certamente basato sul core di Vista e questo garantirà la portabilità di tutte le applicazioni che sono o saranno sviluppate specificatamente per questo sistema operativo e dovrebbe costituire uno stimolo addizionale al passaggio ad esso anche da parte delle utenze corporate.
Ma per Windows 7 i tempi sono ancora lunghi: Veghte dichiara che la roadmap iniziale prevedeva che la nuova release non venisse rilasciata prima di 3 anni dalla data di commercializzazione di Windows Vista (vale a dire il 2007). Ciò signifca che il nuovo sistema operativo non dovrebbe vedere la luce prima del 2010, salvo complicazioni.
Il significato della pubblicazione di questo accorato messaggio (evento credo unico nella storia dei sistemi operativi Microsoft) è inequivocabile: la resistenza dell'utenza a sostenere il defunto XP è ancora fortissima come altrettanto forte la reticenza nella migrazione a Vista, e Microsoft sta impiegando tutte le cartucce a propria disposizione per favorire nella maniera più indolore possibile il passaggio.
Ma la domanda ricorrente tra tutti gli utenti di XP attualmente è se Windows Vista sia veramente diventato più affidabile con il rilascio del Service Pack 1.
A mio avviso sono stati fatti enormi passi avanti, soprattutto dal punto di vista delle prestazioni e dello sviluppo di nuovi drivers che hanno incrementato notevolmente il parco hardware potenzialmente compatibile con l'ultimo nato di casa Microsoft.
In realtà, Vista sta pagando un prezzo dovuto proprio all'eccessiva longevità di XP e, di questo devono prenderne atto i vertici della casa di Redmond che più volte hanno ritardato il rilascio della nuova release del loro sistema operativo di punta. La maggiore permanenza sul mercato, nonchè la rinnovata stabilità, non hanno fatto altro che favorire l'aumento e la diffusione di applicativi mirati oltre che di hardware specifico. E' evidente che il passaggio allo stato dell'arte non può non essere traumatico.
Ormai non è possibile procedere oltre: solo il tempo e la capacità di adattamento delle utenze decreteranno o meno il successo di Vista e l'oblio, anche se nella gloria, del sempreverde (è proprio il caso di dirlo) Windows XP.