A distanza di pochi giorni dalla pubblicazione di una trattazione qualitativa delle rendite AdSense, torno nuovamente a parlare di esse, descrivendo la procedura necessaria al miglioramento dell’aspetto degli annunci “solo testuali”, al fine di renderli più incisivi ed invitanti ai visitatori del proprio sito.
Fino a qualche tempo fa, la personalizzazione spinta del formato di questi banner era riservata esclusivamente ai cosiddetti Premium User, ovvero un ristretto gruppo di utenze in grado di poter massimizzare le rendite in funzione del loro elevato numero di accessi, nonchè popolarita, dei siti gestiti.
Successivamente qualcosa ha cominciato a muoversi anche per le utenze di più basso livello: inizialmente è stata data la possibilità di poter personalizzare prima i colori (sia di sfondo che di primo piano) e poi anche lo stile degli angoli dei banner, potendo scegliere tra forme più o meno arrotondate o completamente squadrate.
Il passo successivo, richiesto a gran voce dai publisher, è stato offrire la possibilità di poter scegliere il tipo di carattere (ovvero il font) con il quale vengono stampati gli annunci solo in formato testuale. Questa opzione è senz’altro molto interessante perchè consente la massima integrazione dei banner di testo con il layout del proprio sito, permettendo appunto interessanti combinazioni e/o contrasti grafici.
Al momento è possibile scegliere tra 4 (quattro) differenti famiglie di font: AdSense Standard (che altri non è poi che un sans serif simile, se non uguale, al Verdana), Arial, Times e Verdana.
L’assegnazione del tipo di carattere è semplicissima, e si effettua direttamente andando a modificare le impostazioni degli insiemi di annunci definiti tramite il proprio account, dalla sezione Gestione degli annunci raggiungibile tramite il menù Impostazioni AdSense. Una volta selezionato l’insieme di annunci desiderato è disponibile una apposita sezione Tipi di carattere, dalla quale è possibile selezionare quello desiderato tramite un comodo menù a tendina.
Sfortunatamente non è possibile definire la dimensione in pixel del carattere scelto, opzione che resta appannaggio esclusivo del sistema. Questo purtroppo comporta alcuni effetti collaterali: chi ha un minimo di esperienza di grafica tipografica, sa perfettamente che a parità di dimensioni, al di sotto dei 10 pixel esistono delle differenze abissali nella leggibilità sul monitor di caratteri con e senza grazie.
Ciò significa che, dato che AdSense applica una dimensione proporzionale ai font utilizzati per la stampa di un banner, in funzione della sua dimensione, i formati più piccoli sono fortemente penalizzati con l’utilizzo di font tipo il Times, tanto da rendere quasi illeggibili gli annunci, soprattutto con elevate risoluzioni di schermo.
Ad esempio, un banner 480 x 60 solo testuale con font di stampa Times è assolutamente inutilizzabile, dato che i testi al suo interno sono resi in maniera confusa data la minima dimensione dei caratteri applicata.
Per questo motivo, la scelta oculata dei font, in virtù di una adattabilità ed omogeneità con quanto già presente sul proprio sito web, deve essere operata soprattutto in funzione dei formati scelti per gli annunci. Se si è intenzionati ad usare il Times è opportuno sapere che la leggibilità sarà riservata solo ai formati di stampa più grandi.
In assoluto il carattere migliore e più leggibile resta sempre il Verdana, in virtù del fatto che essendo un pò più largo dei sans serif standard, risulta molto nitido anche per dimensioni inferiori ai 10 pixel.
Sembrerebbe che, a questo punto, la scelta del font sia un’opportunità difficilmente sfruttabile. A mio avviso no, e costituisce un notevole valore aggiunto: non è sempre detto, infatti che il carattere utilizzato per i contenuti debba essere il medesimo per gli annunci pubblicitari, anzi in taluni casi il contrasto contribuisce ad una maggiore efficacia dell’advertising mirato.
In conclusione, sembra che Google stia dedicando maggiore attenzione alle funzionalità messe a disposizione agli utenti di AdSense. Attualmente, però, la sua integrazione con Analytics e la conversione quotidiana (ovvero al tasso applicato il giorno precedente) delle rendite in Euro per i publisher europei (inclusi quelli italiani), restano ancora appannaggio di pochi fortunati.
A quando l’estensione di queste ultime due possibilità a tutti gli iscritti al programma ?