8 maggio 2009  1

Piccoli consigli per evitare che i commenti vadano in spam

Sicurezza / Web 2.0 

spam Inizialmente pensato più come “una comunicazione di servizio”, questo articolo ha assunto successivamente la connotazione di una piccola guida o, se volete, di un insieme di “best practices”, man mano che veniva redatto.

Il notevole aumento dei commenti di spamW non automatizzati, vale a dire non generati tramite i classici bots che compilano automaticamente i form rilevati in rete, ma compilati ed inviati da una persona fisica, mi ha convinto ad attivare un sistema di protezione più sofisticato rispetto al classico e validissimo “captcha invisibile” che contraddistingue BlogEngine.NET  e che protegge in maniera egregia dal malware automatizzato.

La scelta è ricaduta ovviamente sull’ottima estensione di Ruslan Tur, da lui denominata Commentor, che non solo è in grado di appoggiarsi per la validazione dei commenti, sia ad Akismet che a Waegis, ma consente anche la definizione di un insieme di regole finalizzate all’implementazione di un vero e proprio sistema di firewalling per il blocco delle parole chiave, delle email o degli IP indesiderati.

Non completamente soddisfatto di quanto messo a disposizione da Commentor, ne ho sviluppato una personalizzazione che consente di poter autorizzare i commenti solo agli autori che sono già stati validati almeno una volta, e invece ne respinge quelli che contengono un numero di link superiore ad un numero da me definibile.

I risultati sono stati decisamente soddisfacenti: anzitutto sono riuscito a bloccare del tutto il fenomeno dei SEO Contest che da mesi e mesi affligge tutti i siti sviluppati su piattaforma BlogEngine.NET, ma soprattutto ho posto un argine definitivo a tutti quei “furboni” che si dilettavano a lasciare finte frasi stereotipate, per guadagnare un link in uscita o una keyword verso siti commerciali o di tipo equivoco.

Contestualmente, però, ho notato che molti commenti effettivamente validi o ragionevolmente validabili, venivano ugualmente classificati come spam sia da Akismet che da Waegis. Il tutto dovuto sia all’utilizzo di indirizzi di email appoggiati su domini dubbi o che comunque vengono spesso utilizzati come appoggio dagli spammers, e anche da alcune particolari condizioni relative alla scelta del nickname utilizzato in congiunzione con il sito web di riferimento, qualora indicato.

In definitiva, per evitare che i propri commenti vengano irrimediabilmente classificati come malevoli, sarebbe opportuno:

  1. Utilizzare un indirizzo di email che non sia appoggiato ad un dominio troppo sfruttato in maniera anomala (Yahoo! ad esempio spesso è incredibilmente malvisto sia da Akismet che da Waegis).
  2. Se si è titolari di un dominio e si hanno delle caselle ad esso associate, sarebbe preferibile utilizzare quelle piuttosto di caselle gratuite disponibili tramite i principali competitors di settore.
  3. Scegliere il nome utente da creare sul dominio di posta preferito in maniera opportuna, evitando sigle o codici strani, che possono risultare molto sospetti.
  4. Evitare di utilizzare come nickname keyword tipo “emule”, “giochi in rete”, “tutto gratis”, “guadagno on line” o altre amenità simili. Se proprio non si può farne a meno, magari cercare di modificarlo in maniera opportuna e “credibile”. Una buona pratica potrebbe essere quella di non indicare il link al proprio sito: il blogger potrebbe interpretare il gesto come un segnale da parte vostra relativo al desiderio di voler entrare nella community dei commentatori, piuttosto che la ricerca di un link o del posizionamento di una particolare keyword.
  5. Ridurre al minimo il numero di link da proporre nel proprio commento: se si vuole arricchire la discussione con dei collegamenti a del materiale già pubblicato e si è nuovi tra la rosa dei commentatori, è opportuno segnalare al massimo un solo contenuto. Successivamente, una volta guadagnata la fiducia del nuovo sito seguito, l’autore del medesimo non avrà alcuna difficoltà ad autorizzarvi a contributi più ampi.
  6. Non utilizzare il meccanismo dei commenti per associare al proprio nome un sito evidentemente commerciale:  se si è autori anche di un blog personale, è meglio indicare quello piuttosto di altri. In caso contrario, meglio non indicarlo affatto, per i motivi già citati.
  7. E’ superfluo concludere che le regole di buona educazione insegnano che un attento uso del linguaggio favorisce ulteriormente la validazione di un commento. Il rispetto della lingua italiana, oltre che l’esclusione di volgarità gratuite, manifestano non solo un evidente adeguamento alle regole della netiquetteW, ma danno anche un chiaro segnale sul valore che si vuole attribuire al proprio contributo.

Se altri volessero offrire il loro supporto all’adeguamento di questa piccola lista di consigli, lo spazio dei commenti e completamente a vostra disposizione. Tutti le segnalazioni più valide andranno ad arricchire i punti già proposti.

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Commenti (1) -

Emanuele
Emanuele
17 mag 2009 alle 11:57  02
Io credo che quasi mai chi usa delle keyword nel campo "nome" sia una persona a dare il proprio contributo più di quanto non voglia in ritorno (tramite link in uscita etc).
Il numero dei link invece, non lo vedo direttamente connesso al primo commento. E' vero che una persona guadagna credibilità nel tempo, ma è anche vero che potrei passare da qui, avere 10 pagine da farti vedere e non è "comodo" dover aspettare per poter allargare la discussione.
Sta tutto un po' nell'educazione di chi scrive e, senza dubbio, nella capacità di capire se sia vero spam o meno da parte di chi gestisce il blog.
E poi... in passato mi è capitato che un noto hosting provider italiano venisse a commentare certi post sul mio blog per guadagnare utenti. Che fai a quel punto? A me non piace censurare... però ho riservato loro un post "molto carino". Volevano pubblicità, no? Wink
Ciao,
<strong>Emanuele</strong>

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