Il 17 marzo 2009, Apple ha presentato la nuova piattaforma iPhone 3.0 per l’omonimo smartphone ed ha inoltre annunciato la disponibilità immediata del nuovo firmware in versione beta per tutti gli sviluppatori registrati.
Il nuovo SDKW associato dispone di circa 1000 nuove API che consentiranno differenti applicazioni, quali attività di connessione paritetica via protocollo BluetoothW (finalmente), la comunicazione diretta anche con le periferiche accessorie, l’uso del servizio Apple Push Notification per l’invio di messaggi agli utenti tramite le proprie applicazioni, e molto altro ancora, come l’accesso alle librerie iPod o al framework Map Kit per interagire direttamente con il servizio Google Maps.
L’OS 3.0 aggiungerà circa 100 nuove funzionalità al dispositivo, tra cui anche quelle che erano risultate più macroscopicamente mancanti dal primo rilascio della versione 3G, e che avevano infastidito non poco sia i potenziali che gli effettivi acquirenti.
Tra queste:
- La possibilità di effettuare il “taglia, copia e incolla” tra le varie applicazioni
- L’invio di messaggi multimediali MMS (solo per la versione 3G naturalmente)
- Il Bluetooth in versione stereo
- La possibilità di comporre email (e note) anche in modalità “orizzontale” (landscape)
- Il login automatico agli hot-spot Wi-FiW
- Potenziamento del browser Safari
- Una funzione di ricerca potenziata
In più saranno presenti delle applicazioni aggiuntive quali una di Voice Memo e un potenziamento di quella di gestione Borsa.
Non è chiaro se il Bluetooth sarà sbloccato di default oppure no ma, data la presenza delle API di gestione paritetica dello stesso, è plausibile pensare positivamente in merito.
Naturalmente è necessario fare alcune riflessioni in merito: anzitutto è necessario sottolineare che l’aggiornamento sarà disponibile solo da questa estate per gli utenti finali e che, mentre sarà gratuito per tutti i possessori di iPhone sia 2G che 3G, altrettanto non sarà per quelli dell’iPod Touch che dovranno pagare una cifra (simbolica) pari a 9,95 $ (una piccola e ingiustificata discriminazione a mio avviso).
Con questo aggiornamento l’iPhone diventa un dispositivo completo ? Secondo me no, diciamo che comincia ad avvicinarsi, dal punto di vista tecnologico, a quelli che sono da diversi anni a questa parte gli “standard de facto” tra gli smartphone multicentrici.
Non dimentichiamo, ad esempio, che non è sufficiente un aggiornamento del firmware a “risolvere” carenze tecnologiche quali l’assenza della videocamera frontale (che impedisce le videochiamate) o la necessità di un intervento di laboratorio per la sostituzione della batteria. Mentre la prima può essere imputata ad una precisa scelta progettuale (molti dispositivi 3G ne sono sprovvisti) e quindi potrebbe anche essere giustificata (ma data la vocazione prettamente multimediale del terminale mi sembra una decisa forzatura) la seconda è evidentemente una becera scelta di marketing.
E’ inoltre abbastanza irritante notare come sia stato necessario circa un anno per il rilascio di funzionalità che potevano tranquillamente essere “diluite” in più versioni di firmware nel corso dei mesi passati, soprattutto per venire incontro alle necessità del mercato europeo da sempre ben più esigente di quello americano sotto il profilo delle telecomunicazioni di terza generazione.
Ma, come è noto, per l’azienda di Cupertino, l’Europa è un mercato interessante solo per la sua applicazione del tutto personale del rapporto di cambio “uno ad uno” del dollaro con l’euro.
Inoltre è abbastanza sgradevole notare come sia Microsoft che Apple giochino a rincorrersi nelle scelte di marketing. Microsoft pianifica la realizzazione di un suo App Store al pari di Apple, mentre quest’ultima fornisce un applicativo di Voice Memo per il suo iPhone, proprio dopo l’annuncio il mese precedente della nuova tecnologia Microsoft Recite per i suoi dispositivi mobili da parte della casa di Redmond. L’originalità ormai è una chimera.
Secondo me è ormai vicinissimo se non necessario, il rilascio di un nuovo modello di smartphone da parte di Apple per andare a colmare un gap che la concorrenza ha ormai raggiunto e superato da tempo. Con la crisi mondiale in atto diventa meno giustificabile il prezzo di questo terminale in nome di scelte di tendenza o di design innovativo.
Più sostanza, meno marketing e, soprattutto, meno margini di guadagno, anche perché ormai il “tempo delle vacche grasse” è decisamente un ricordo.