Sembra che il design dell’iPhone abbia affascinato in maniera quasi ossessiva il mercato orientale dei cloni. Lo dimostra la presenza di una moltitudine di modelli che, ispirandosi al design del melafonino, cercano di riproporre, ma con contenuti tecnologici completamente differenti, le fattezze del fortunato smartphoneW di casa Apple.
La tecnologia cinese però, non è solo famosa per le sue capacità di clonazione, ma anche per riuscire a ridurre, talvolta in maniera inusitata, le dimensioni dei dispositivi elettronici. Dalla copia dell’iPhone alla sua miniaturizzazione quindi, il passo è stato brevissimo.
Ecco quindi che, da qualche mese a questa parte, sono cominciati a comparire sui mercati d’importazione, i mini o micro iPhone che vengono generalmente raggruppati sotto il singolo nome di Mini i9. E’ importante sottolineare che ne esistono una moltitudine di modelli che si differenziano principalmente dal punto di vista della dotazione hardware e software (mono sim, dual sim, sintonizzatore tv analogico, interprete JavaW, ecc.) ed il cui unico punto in comune è l’aspetto che, nella maggior parte dei casi, è del tutto simile allo smartphone Apple, tranne che nelle dimensioni che diventano veramente lillipuziane.
Grazie alla collaborazione di FastShopping.eu, ho potuto provare uno di questi piccoli oggetti, per la precisione il CECT Mini KA08, che l’amico PowerSeller ha ricevuto solo come di campione di prova, non essendone interessato alla vendita perché non è un modello certificato CE, come del resto praticamente tutti gli altri dispositivi appartenenti alla medesima famiglia.

Come già accennato all’inizio, tutti i cloni cinesi dell’iPhone (ed i modelli Mini non sono da meno) si ispirano a quest’ultimo solo nel design. Pertanto non sono compatibili a livello di applicazioni e, ovviamente, non ne sfruttano lo stesso sistema operativo.
Il CECT Mini KA08 è un dispositivo Dual SIM, vale a dire che può utilizzare due schede anche di gestori differenti, funzionanti contemporaneamente, ma solo in standard GSMW/GPRSW. Come anche per l’Anycool i939, non è possibile utilizzare SIM appartenenti al gestore UMTS 3.

Ciò che colpisce maggiormente di questo apparato, sono le dimensioni estremamente compatte ed il peso praticamente insignificante: 87 mm di altezza per 48 di larghezza, con uno spessore di poco superiore al centimetro. Chiudendo il cellullare nella propria mano, esso scompare completamente. Le fattezze sono del tutto simili a quelle dell’iPhone e sono evidentemente molto gradevoli a vedersi. Piccolissima anche la confezione, completamente bianca e recante sul fronte e sui lati le foto del modello.
I materiali sono di buona fattura come anche l’assemblaggio, che non è esente da piccoli scricchiolii dovuti però più alle dimensioni del case, che all’effettiva robustezza dell’apparato. Ridotte all’osso le interfacce esterne che sono concentrate nella sua parte superiore che ospita il pulsante di accensione/spegnimento e l’unico connettore proprietario al quale è possibile connettere alternativamente l’alimentatore, il cavo dati e la cuffia auricolare.

Ricchissima la dotazione di serie (anche se, essendo un modello campione, potrebbe differire da quella effettivamente disponibile sul mercato): oltre al dispositivo, presenti 3 batterie agli ioni di litio da ben 1280 mAh, un auricolare stereo con microfono e tasto di risposta, un cavo dati USB con connettore proprietario, un alimentatore da parete con presa USB, un pennino telescopico agganciabile al bordo del dispositivo tramite un cordino, una custodia morbida in neoprene, un laccio da collo e un esiguo manuale di istruzioni in inglese.
Il display è di tipo resistivo ed ha una diagonale di 2,6” per una risoluzione di 240 x 320 punti e 65.535 colori visualizzabili. La sensibilità è nella norma per questo tipo di schermo, anche se leggermente inferiore a quella dell’Anycool i939. Dopo un minimo di abitudine, si riesce comunque ad interagire con estrema disinvoltura. Ogni pressione è accompagnata da un feedback vibrante, funzionalità che può essere attivata o disattivata a piacimento.
La sensibilità di ricezione è nella norma: buona la qualità audio, non elevatissimo il volume di ascolto (sicuramente non ai livelli “spacca timpani” dell’Anycool i939) ma decisamente migliore di molti prodotti ben più blasonati. Con il gestore Wind ho rilevato una lievissima presenza di rumore portante in fase di avvio di una chiamata. Ben udibili le suonerie che possono essere personalizzate tramite file .MP3.

Il software è molto simile a quello del già citato Anycool i939, anche se è graficamente decisamente più curato e appagante. Lo sblocco del dispositivo avviene con la classica funzionalità di scorrimento del pollice sullo schermo (slide to unlock) in classico stile melafonino. La schermata di stand-by può mostrare l’elenco delle chiamate o dei messaggi (SMS e MMS) persi o gli appuntamenti o ricorrenze del giorno precedente, corrente e successivo.
La pressione dell’unico tasto hardware consente di accedere al menù principale o, alternativamente, di tornare ad esso o di risalire di un livello nella gerarchia degli stessi. Il già citato menù principale è suddiviso in due pagine alternabili tramite scorrimento del pollice da sinistra verso destra e viceversa: le icone sono “spudoratamente” ispirate (per non dire copiate) a quelle dell’iPhone. Non sono presenti, a differenza di altri modelli della stessa famiglia, effetti di transizione o scorrimento tra un menù ed un altro.
Il tastierino numerico virtuale presenta dei tasti grandi e ben accessibili con le dita; da questo è possibile scegliere se effettuare una chiamata con l’una o l’altra linea telefonica disponibile. Sfortunatamente l’accesso alla rubrica è molto macchinoso per quanto riguarda la ricerca di un nominativo; questo perché non si ha a disposizione una tastiera in stile phone-pad quanto una tastiera virtuale in standard QWERTY che, date le dimensioni ridotte del display, è veramente minuscola e rende obbligatorio l’uso del pennino (o delle unghie se si hanno dita molto piccole). Inoltre sono necessari ben tre passaggi per individuare un contatto: troppi. Stupisce l’ingenuità dei progettisti che hanno dotato l’apparato di funzioni ben più complesse (che descriverò più avanti) e hanno trascurato di semplificare una funzionalità così importante.

Dal punto di vista multimediale l’apparato non è dotato di sintonizzatore TV analogico (ma ci sono altre versioni del Mini i9 che lo hanno). E’ presente però un sintonizzatore radio FM, un buon lettore multimediale di file audio e video, un lettore di ebookW, oltre che un ottimo lettore MP3. Presenti i soliti gadget quali calcolatrice, cronometro, convertitore di valuta e di misura, agenda organizer, cose da fare, allarmi, ecc. La fotocamera è decisamente mediocre, raggiunge solo la risoluzione VGA ed è priva di flash led.
Molto interessante, invece, la presenza dell’accelerometro che consente di attivare lo “shake control” su molte funzionalità. E’ possibile, ad esempio, cambiare le stazioni della radio o saltare da un brano all’altro del lettore MP3, come anche cambiare ciclicamente lo sfondo della schermata di stand-by, semplicemente scuotendo il dispositivo. Allo stesso modo è possibile silenziare la suoneria di una chiamata in arrivo semplicemente rovesciandolo. Inutile dire che è anche possibile ruotare automaticamente il display posizionando il dispositivo in modalità orizzontale, ma tale funzionalità è abilitata solo nel lettore video che restituisce filmati fluidi e luminosi.

Presente un unico gioco, un puzzle ispirato al “gioco del 9”, le cui tessere possono essere spostate tramite il movimento delle dita sullo schermo. Questo modello, a differenza di altri, non supporta Java, pertanto non è possibile installare giochi di terze parti.
La memoria sul dispositivo è limitata a circa 260 Kbyte; è possibile espanderla grazie alla presenza di uno slot MicroSD. In dotazione viene fornita una scheda da 1 Gbyte, ma sono supportate dimensioni fino ad 8 Gbyte. Personalmente ho installato un supporto da 4 Gbyte senza alcun problema.
La cosa che mi ha colpito maggiormente è la procedura di autoconfigurazione che il cellulare propone quando viene connesso alla porta USB di un PC: viene mostrato infatti un menù che consente di scegliere se utilizzare l’apparato come memoria di massa, modem o webcam. Nel caso in cui si scelga la modalità memoria di massa, vengono montate sul PC due unità rimovibili corrispondenti rispettivamente alla memoria interna ed alla scheda MicroSD. Questa funzionalità è disponibile anche a dispositivo spento. Inutile aggiungere che è possibile ricaricare il medesimo sempre tramite il collegamento appena descritto.

Date le dimensioni e la risoluzione del display, in alcuni casi i caratteri sono molto piccoli. Nella schermata di stand-by, ad esempio, i nomi degli operatori si leggono con difficoltà, come anche le descrizioni al di sotto delle icone del menù principale. Fortunatamente, in tutti i restanti sotto menù i caratteri sono ben leggibili anche se si nota immediatamente che il software è stato progettato per schermi di dimensioni ben più generose.
Assolutamente ridicola la localizzazione in italiano del menù, in alcuni casi decisamente irritante. Meglio impostare la lingua inglese con cui, incredibile ma vero, si hanno meno difficoltà ad interagire con l’apparato e si può anche rinunciare alla consultazione dell’esiguo manuale in dotazione (decisamente inadeguato per un utente non smaliziato).
Concludendo, il mio giudizio nei confronti di questo Mini KA08 è complessivamente positivo anche se va considerato come un gadget interessante soprattutto per le dimensioni, che lo rendono portabilissimo, e per l’invidiabile possibilità di poter utilizzare contemporaneamente due linee telefoniche differenti. Assolutamente inadeguata l’interazione con la rubrica. Simpatiche tutte le funzioni multimediali e non, di contorno. Sicuramente è un oggetto che si fa notare e, se vogliamo, anche desiderare.
Il costo è decisamente modesto e oscilla tra i 90 $ ed i 120 $ a seconda del modello. Visto il cambio attuale il prezzo diventa ancora più interessante. Sfortunatamente il dispositivo non è certificato CE e questo, dal mio punta di vista, è un particolare non trascurabile.