7 settembre 2009  2

Prova TomTom GO 630: il navigatore stand alone che fa la differenza

TomTom GO 630Avendo utilizzato software di navigazione satellitare per diversi anni, prima installati su PDAW e, successivamente su smartphoneW, è senz’altro fisiologico domandarsi che senso può avere l’acquisto di un dispositivo dedicato, quando già da tempo si può usufruire (apparentemente) delle stesse funzionalità tramite un Pocket PC Phone Edition o uno smartphone.

In realtà, complice anche il drastico crollo dei prezzi dei PND (Personal Navigation Device), l’idea mi stava stuzzicando da diversi mesi, soprattutto in relazione all’esigenza di potermi dotare di un dispositivo con un schermo più ampio rispetto a quello disponibile sulla maggior parte degli smartphone in commercio, che fosse completamente “Plug & Go”, e pertanto avulso da tutte quelle problematiche che normalmente affliggono (o possono affliggere) l’installazione dei software di navigazione.

Allo stato dell’arte la scelta di un PND, almeno secondo il mio punto di vista, è condizionata esclusivamente dal software di navigazione disponibile “on board”, dato che, a spanne, le caratteristiche hardware sono sostanzialmente le medesime per quasi tutti i brand.

In realtà confezionare un navigatore portatile è al momento estremamente semplice per le case costruttrici, ed ha un costo quasi irrisorio: sfruttando la tecnologia utilizzata fino a qualche anno fa sui PDA (ormai resi obsoleti dalla diffusione degli smartphone)  si ha un’ottima base di partenza hardware sulla quale sviluppare il proprio software che, come già detto, è l'unico dettaglio che fa la differenza.

In base a questo ragionamento ho ristretto il range di scelta a due sole marche: Garmin e TomTom. Garmin usa le mappe NavTeq, TomTom le TeleAtlas: al di la delle scuole di pensiero o delle prese di parte, entrambe hanno lati positivi e negativi, soprattutto per quanto riguarda la copertura della nostra nazione. Fatto sta che alla fine ho optato per TomTom, non solo per motivi storici (è il software che ho utilizzato da più tempo in assoluto sui PDA e smartphone posseduti), ma anche per una questione di maggior semplicità dell’interfaccia e di possibilità di personalizzazione della stessa.

Il passo successivo è stato la scelta del modello: come già detto, i PND in commercio sfruttano più o meno tutti lo stesso hardware di base e anche TomTom non è da meno. Su tutti i modelli il processore è il solito Samsung a 400 Mhz, la RAM di sistema è pari 64 Mbyte, mentre il chip GPS è l’ottimo e collaudato SirfStar III.

La differenza si vede nelle dimensioni del display che cresce fino a 4,3”, diventando interessante, solo nella serie XL e nei top di gamma della serie GO (che sono anche tutti corredati di interfaccia bluetoothW).

tomtom go 630

Alla fine la mia scelta è caduta proprio sul modello base di questa serie, ovvero il GO 630. Non mi dilungherò molto sulle caratteristiche tecniche del modello (che possono essere facilmente lette dalla scheda presente sul sito istituzionale) quanto sulle differenze sostanziali che ho rilevato rispetto all’equivalente software disponibile per PDA, caratteristiche che fanno decisamente pendere la bilancia in favore della soluzione dedicata.

Il bluetooth

La presenza del bluetooth sulla serie GO consente non solo di usufruire di un sofisticato kit viva voce in congiunzione con il proprio telefono cellulare, ma anche della connessione dati con il medesimo per poter utilizzare i servizi on line messi a disposizione da TomTom, come Traffic e Meteo.

Il software di gestione del vivavoce è assolutamente completo e consente di poter interagire con il telefono collegato utilizzando lo spazioso display del GO. Tutto è semplicissimo e a portata di mano; dopo il primo “accoppiamento”, se il telefono prevede la funzionalità (e funziona con quasi tutti i modelli) è possibile importare tutta la rubrica sul PND ed effettuare le ricerche sui nominativi da chiamare direttamente da esso.

Le chiamate in ingresso vengono automaticamente associate ai numeri in rubrica e mostrate sul display con caratteri enormi. E’ possibile effettuare chiamate con la pressione di pochi tasti o addirittura semplicemente pronunciando il nome della persona desiderata (il tutto senza apprendimento vocale).

Il sintetizzatore vocale del GO può leggere automaticamente gli SMS in arrivo. Al contrario è possibile usare il touch screen per comporre e inviare a propria volta messaggi. Sfortunatamente questa funzionalità è disponibile solo per alcuni modelli di cellulari SonyEricsson (sono esclusi tutti gli smartphone Windows Mobile).

Il bluetooth può anche essere utilizzato per interfacciarsi con un impianto audio esterno (ad esempio un sintolettore installato sul proprio veicolo) per dirottare su di esso tutte le istruzioni vocali di navigazione.

L’operazione di “accoppiamento” è semplicissima: appena si accende il PND, esso cerca automaticamente tutti i dispositivi compatibili e ne propone il collegamento. Se il device è stato già accoppiato in precedenza il collegamento è immediato: se è stato scelto di attivare il sintetizzatore vocale, si avrà un feedback audio da parte della voce sintetica scelta.

Il sintetizzatore vocale

Una delle caratteristiche più originali di TomTom (poi ripresa anche dalla concorrenza) è sempre stata quella della personalizzazione della voce guida durante la navigazione.

La serie GO estende questa caratteristica, non presente purtroppo nell’equivalente software (perlomeno fino alla versione 6.0 da me utilizzata in passato), con la possibilità di poter utilizzare un sintetizzatore vocale (maschile o femminile).

L’uso del sintetizzatore consente un’esperienza di navigazione più dettagliata: il sistema declina istruzioni di guida più complete, comprensive anche dei nomi delle via, degli svincoli, delle città oltre che tutti i messaggi di stato del navigatore, ivi incluse le segnalazioni dettagliate dei POI, come ad esempio le stazioni di servizio.

tomtom go 630 posteriore

Questo consente di poter sfruttare al meglio l’assistente vocale, concentrandosi più sulla guida che sulla visione del display del navigatore.

Inutile dire che la scelta della voce campionata esclude tutto il range di possibilità accessorie appena menzionate.

Tra gli applicativi software disponibili per smartphone, al momento credo che solo Navigon (che ho provato personalmente) offra una funzione analoga (ma sono pronto a smentite dai meglio informati).

IQ Routes e Assistente di Corsia

Fino alla versione 6.0 di TomTom per PDA, non era possibile effettuare correzioni delle mappe. Dalla 7.0 è possibile non solo farlo, ma anche condividere le proprie correzioni con la comunità degli utenti TomTom, autorizzando l’invio dei dati raccolti, tramite il software di gestione TomTom Home.

Questa funzionalità, denominata Map Share, è decisamente utile, soprattutto per chi vive nei piccoli centri per i quali gli aggiornamenti delle mappe spesso sono imprecisi e obsoleti, ed è ovviamente presente anche sui PND.

Sfortunatamente la funzionalità di correzione delle mappe non viene applicata in modalità grafica (in soldoni la mappa non viene corretta in tempo reale), ma solo alle indicazioni di percorso. Se ad esempio si indica che al centro di un incrocio c’è una rotatoria, essa non viene rappresentata sulla mappa, ma ne vien solo data indicazione al momento dell’attraversamento (cioè l’incrocio viene gestito come una rotatoria).

Una funzionalità presente sul GO (e ora anche su alcuni modelli di fasica bassa) e non sul software stand-alone, è IQ-Routes, una tecnologia che dovrebbe essere in grado di determinare il percorso migliore in base anche al traffico stagionale ed all’ora di tragitto, sfruttando un database storico di tempi di percorrenza continuamente aggiornato da TomTom prelevando le informazioni registrate direttamente dai navigatori degli utenti.

In tutta sincerità finora non sono riuscito a notare differenze nella navigazione anche effettuando il medesimo percorso ad orari ed in giorni differenti, ma aspetto di accumulare un maggior periodo di utilizzo dello strumento prima di dare un giudizio definitivo.

A titolo di cronaca la versione per iPhone, dovrebbe anch’essa essere dotata di questa tecnologia, ma chi lo ha acquistato e provato, mi ha riferito il contrario (anche in tal caso sono pronto ad eventuali smentite in merito).

L’Assistente di Corsia, anch’esso non presente nella versione per PDA, è una modalità grafica di supporto che dovrebbe aiutare al riconoscimento della direzione corretta agli svincoli autostradali. E’ molto coreografica e indubbiamente di immediata comprensione, ma è un valore aggiunto del quale si potrebbe anche fare a meno.

Il sensore di luminosità

Tutti i modelli della serie GO, incluso il 630, sono dotati di un sensore di luminosità che consente non solo di variare in maniera opportuna la luminosità del display in funzione della luce solare ambientale e diretta sullo schermo, ma anche di passare automaticamente alla modalità notturna al calar del sole o all’interno delle gallerie.

Ciò comporta una visione sempre perfetta del display, sia in presenza di forte luce solare, che al buio, quando invece la luminosità e la combinazione di colori dello schermo non devono recare fastidio alla vista del guidatore.

L’uscita audio

Come già detto, è possibile veicolare l’audio del navigatore tramite interfaccia bluetooth ad un dispositivo compatibile. E’ possibile però, utilizzare anche un uscita cablata, agevolata dalla presenza di un jack femmina stereo da 3,5 mm. E’ possibile scegliere l’output audio esterno naturalmente via software ma, al tempo stesso, il sistema è intelligente poiché se il cavo non è collegato nella presa dedicata, l’audio viene automaticamente dirottato sull’altoparlante interno.

La navigazione

Nonostante tutti gli accessori ed ammennicoli, più o meno utili, quello che piace maggiormente di TomTom è la semplicità dell’interfaccia, con i suoi pulsanti di grandi dimensioni, la sua grafica chiara, la rappresentazione cartografica lineare e schematica, ma al tempo stesso di immediata comprensione.

A parte le possibilità offerte da IQ Routes (che, ripeto, non sono riuscito ancora a testare sul campo), l’esperienza di navigazione è sempre la stessa da diverse versioni a questa parte, con tutti i suoi lati positivi e, ovviamente, negativi.

Il brutto vizio di “mandare per campi” se non si configura attentamente la tipologia di percorso, permane nel tempo, ed affligge anche i PND, come anche i “loop” che ogni tanto costringono alla cancellazione del percorso ed al suo successivo ripristino, in presenza di particolari condizioni, come ad esempio le rotonde nei piccoli centri ed altre amenità del genere.

I difetti

Il dispositivo perfetto non esiste. Il GO 630 non è da meno:

  • L’audio dell’altoparlante integrato è insufficiente. Anche impostandolo al massimo volume è quasi indistinguibile in autostrada a velocità di codice. Andrebbe migliorata la sezione di amplificazione, dato che non tutti dispongono in auto di un impianto audio con un ingresso aux-in per poter sfruttare l’uscita ausiliaria del GO
  • La durata della batteria interna è assolutamente inferiore a quanto indicato dal costruttore. A fronte di circa 5 ore dichiarate, non sono riuscito a raggiungere le 2 ore (con il bluetooth attivo)
  • La ventosa in dotazione non sembra particolarmente robusta e durevole nel tempo. Il produttore deve essersene accorto perché sui nuovi modelli One e la serie IQ Routes è stata sostituita con una di tipo diverso. Perché allora non dotare anche la serie top di gamma dello stesso accessorio ?
  • Scarsissima la dotazione di accessori in confronto al prezzo di vendita: non è presente nemmeno un disco autoadesivo (del valore di pochi euro) per permettere il fissaggio della ventosa sul cruscotto piuttosto che sul parabrezza. Di custodie morbide, naturalmente, neanche a parlarne …
  • Dato che ormai la maggior parte dell’hardware in circolazione interfacciabile con un computer, ospita una memoria allo stato solido contenente il software autoinstallante di gestione del prodotto, non si capisce perché la TomTom non faccia lo stesso con i suoi prodotti e si ostini ancora a fornire un CD.

Conclusione

In definitiva la navigazione offerta da TomTom resta comunque un gradino sopra la media e ne consiglia la scelta a svantaggio della concorrenza, anche se spesso essa offre qualcosina in più in termini di interfaccia ed estetica in ragione anche di un prezzo più basso.

L’ambiente TomTom resta comunque il più personalizzabile in assoluto: le voci, la grafica, le immagini di avvio e chiusura, il cursore di navigazione, l’enorme disponibilità di archivi di POI in rete, lo rendono il dispositivo ideale non solo per gli utenti che ricercano la semplicità, ma anche per gli smanettoni incalliti.

Cercando opportunamente in rete è anche possibile trovare applicativi completamente gratuiti che consentono di trasformare il proprio navigatore in un centro di intrattenimento multimediale.

Ma questo sarà senz’altro argomento di un prossimo articolo …

Esprimi il tuo giudizio

Commenti (2) -

Stefano
Stefano
18 set 2009 alle 13:27  01
Ciao,
anch'io ho avuto direi un percorso simile al tuo. Dopo aver collegato per un bel po' l'HTC con Tomtom all'antenna esterna, mi sono stancato e ho preso un 530 (quindi molto simile) per avere la comodità dell'all in one e tutto sempre pronto.
Aggiungo/confermo alcune impressioni. Lo utilizzo in Italia da qualche mese ed è sempre stato perfetto come navigatore puro.
Ottimo il supporto per tutti i POI (consiglio il sito POIGPS ed il relativo software per sincronizzare i nuovi poi con il dispositivo).
PESSIMA la batteria. Confermo che dura meno di 2 ore. L'ho utilizzato per 20 gg in california e praticamente lo tenevo sempre collegato all'accendisigari... Anzi se qualcuno sa se è sostituibile...
L'indicatore avanzato di corsia è scenografico ma poco utile qui da noi, ma ti assicuro che in USA è stato fondamentale: li ci si muove su 3-6 corsie e all'improvviso la corsia in cui ti trovi diventa di uscita senza alternative e l'indicatore ci ha aiutato molto per cambiare corsia in tempo (non hanno come da noi i raccordi di ingresso e uscita)
L'altra cosa che ho apprezzato è stata lo slot per schede SD. Molti Tomtom base hanno le mappe precaricate e nessuna possibilità di espansione. Con questo ho comprato la scheda SD, le mappe USA e speso meno che noleggiare il navigatore garmin (o magellan non ricordo) per 20 giorni...
Cristiano
Cristiano
20 set 2009 alle 15:41  02
@ Stefano:
Ti ringrazio per il tuo contributo che conferma ed allo stesso tempo aggiunge altri dettagli importanti all'esperienza di utilizzo di questo navigatore.
In effetti immaginavo che l'indicatore avanzato di corsia fosse più utile all'estero che qui da noi, ove le autostrade, sono a 3-4 corsie solo per una piccola percentuale rispetto alla totalità delle stesse.

Lo slot SD è utilissimo, non solo per espandere la memoria ed aggiungere mappe, ma anche per installare software di terze parti come TomTom Player (di cui presto farò una piccola recensione).

In ultimo, accanto alla grande utilità del vivavoce bluetooth, mi sento però di dare un giudizio negativo sul microfono incorporato: durante le conversazioni telefoniche è necessario urlare per farsi sentire dal proprio interlocutore, a meno di non posizionare il PND vicinissimo al proprio viso, cosa assolutamente improponibile.

Aggiungi Commento

biucitecode
  • Commento
  • Anteprima
Loading


| |   |  

Codice QR

Codice QR - cristianofino.net

Ultimi Commenti