La sottoscrizione di un contratto per la fruizione di servizi di connettività con un gestore di telefonia mobile, molto spesso può nascondere sorprese inaspettate, dovute principalmente o alla mancanza di un’accurata informazione in merito da parte del proponente, o dalla superficialità del contraente nel trascurare la lettura delle cosiddette “clausole in caratteri minuscoli”.
Così spesso accade che le stime di costo paventate in fase di “start-up”, vangano completamente stravolte con il recapito della prima fattura utile, facendo immediatamente temere un “possibile raggiro” che, molto spesso, è solo imputabile, come già detto, ad una mancata conoscenza delle reali condizioni di contratto.
Prima di considerare un esempio concreto, è necessario tenere presente che:
- le quote di traffico inteso come a tempo o a volume sono da intendersi sotto copertura 3. Il traffico effettuato in roaming GPRSW sul gestore TIM, al quale H3G si appoggia nelle zone non coperte dal suo segnale, viene tariffato a parte ed è molto salato.
- i canoni sono addebitati pro-rata: ciò significa che, se si attiva il servizio a metà del mese, si pagherà per quel mese solo gli effettivi giorni di utilizzo
- i canoni sono bimestrali e vengono addebitati anticipatamente: ciò significa che una fattura emessa, ad esempio a marzo relativa al bimestre gennaio – febbraio, conterrà i canoni per il bimestre successivo, ovvero marzo – aprile. A regime la cosa è ininfluente, ma porta ad uno spiacevole fenomeno alla ricezione della prima fattura.
- i piani abbonamento destinati esclusivamente all’erogazione di traffico dati non sono soggetti al pagamento della famigerata Tassa di Concessione Governativa.
- con la prima fattura si paga una tantum (per legge) l’imposta di bollo su contratto pari 14,62 €.
- se al momento della stipula del contratto si richiede anche in comodato d’uso un modem UMTS/HSDPA (comunemente detta chiavetta USB) è necessario tenere presente che tale condizione costringerà a non poterlo cessare prima di 23 mesi. In caso contrario sarà necessario pagare una penale inversamente proporzionale ai mesi di utilizzo (più ci si avvicina alla scadenza dei 23 mesi e meno è elevato l’importo).
Con queste premesse, ipotizziamo l’attivazione di un contratto Tre.Time Small: è il più economico proposto da H3G ed offre 30 ore di connessione mensile al costo di 9 €.
Un utente male informato o disattento, si aspetterebbe di leggere nella prima fattura bimestrale un importo pari a 18 €, ma in realtà non è così.
Ipotizzando che il contratto sia stato attivato, ad esempio, a metà luglio, il primo conto telefonico sarà pari a 46,12 € ( 4,5 € per la metà di luglio, 9 € per il mese di agosto, 18 € per il bimestre anticipato settembre – ottobre e 14,62 € per l’una tantum dovuto all’imposta di bollo). Se al momento della stipula del contratto si è scelto di sottoscrivere il comodato anche della chiavetta USB, si potrebbe trovare in fattura, un importo aggiuntivo variabile fino a 69 € (a seconda del modello scelto, anche se, comunque, il modello base viene offerto a costo 0). A questa cifra potrebbero aggiungersi eventuali quote dovute a traffico extra soglia, ovvero allo sforamento del monte ore messo a disposizione mensilmente (nel caso specifico 30 ore) o in roaming GPRS su TIM.
Ad ogni modo, dalla seconda fattura in poi, i costi, salvo le casistiche già accennate, si stabilizzano sulle cifre ipotizzate inizialmente.
Come si può facilmente notare, il primo importo ricevuto porterebbe l’utente sprovveduto a pensare ad un possibile raggiro ma, in effetti, la cifra comunicata è esattamente quella dovuta come da clausole contrattuali.
Discorso analogo, anche se ovviamente legato ad alcuni parametri leggermente differenti, può essere applicato anche alla stipula degli abbonamenti legati all’erogazione di pacchetti voce, messaggi e traffico dati, tenendo conto però, che per questi ultimi è necessario pagare anche la Tassa di Concessione Governativa (che è pari a 5,16 € per uso privato e 12,91 € per uso affari, entrambe mensili).
Come H3G, ovviamente, anche gli altri competitors applicano condizioni analoghe (se non identiche) per la stipula di contratti di fornitura di connettività mobile, per cui quanto detto finora è evidentemente valido anche per essi.