1 febbraio 2009  4

Salviamo il soldato Stacktrace

logo Stacktrace Ricordo nitidamente la nascita di Stacktrace nel novembre 2007, perchè seguì di soli due mesi l’apertura (o riconversione, che dir si voglia), di questo sito in un blog.

Stacktrace, autodefinito molto intelligentemente dagli autori come “aperiodico di resistenza informatica”, ha costituito fin dall’inizio un punto di riferimento nell’ambito della editoria web di qualità sia nel mondo dell’informazione automatica che, più nello specifico, della programmazione.

Ho sempre apprezzato gli articoli scritti con una cura maniacale del dettaglio e soprattutto la frequenza degli aggiornamenti, quasi inusitata per la complessità di molte tematiche trattate, anche in virtù di un nutrito numero di autori specializzati nelle differenti materie affrontate.

Ad onor del vero, nel marzo del 2007, proprio perché affascinato dalla qualità del materiale pubblicato e dai notevoli approfondimenti che si sviluppavano successivamente dai commenti a ciascun articolo, mi candidai anche come articolista, ricevendo subito un ottimo feedback dai redattori che mi spiegarono con dovizia di dettagli tutto l’iter necessario alla proposta ed alla successiva pubblicazione di un pezzo.

Sfortunatamente, in quel periodo sottovalutai fortemente i miei impegni di lavoro e le altre collaborazioni che già avevo in essere, non da ultimo l’impegno relativo alla cura del mio neonato blog, ragion per cui dovetti poi rinunciare alla scrittura di un articolo che avevo proposto rimandandolo a periodi di minor carico complessivo, impegno che però non riuscii comunque ad onorare.

Negli ultimi mesi, la frequenza di pubblicazione su Stacktrace si è però notevolemente ridotta, passando dal quotidiano al numero massimo di due articoli al mese fino a ottobre 2007, per poi cessare completamente nei mesi di novembre e dicembre dello stesso anno.

Verso la fine di gennaio 2009, ecco pubblicato l’accorato appello di Antonio Cangiano: Stacktrace sta precipitando nel silenzio, Stacktrace sta “morendo” per mancanza di contributi da parte degli articolisti, forse anche in virtù di un processo redazionale troppo legato alla presenza di alcuni elementi fondamentali, la cui anche momentanea assenza, può decretare l’interruzione delle pubblicazioni.

E’ una notizia veramente sconfortante: un prodotto nuovo e completamente fuori dagli schemi anche dal punto di vista dell’impatto pubblicitario (la presenza dell’advertising è veramente ridotta all’osso e comunque poco invasiva), non può e non deve annullare la propria presenza in un panorama web come quello italiano, ove la diffusione delle discipline informatiche si è ormai ridotta alla mera segnalazione di software, pubblicazione di “tips and tricks” e traduzione di articoli in lingua straniera.

Esistono grossi nomi (che sarebbero pleonastico citare) che riescono in maniera assolutamente degna ad effettuare divulgazione ed approfondimento nel campo della programmazione, ma si tratta di “realtà” editoriali del tutto consolidate che appoggiano la loro struttura su aziende preposte allo scopo e non quindi completamente “open source” come l’organizzazione posta alla base del team di Stacktrace.

Però gli editor di Stacktrace hanno commesso quello che potrebbe essere definito senz’altro come un errore di gioventù: l’eccessiva “settorializzazione” degli argomenti trattati. In poche parole, contenuti eccessivamente di nicchia e probabilmente un po’ troppo sopra le righe anche se incredibilmente affascinanti ed interessanti. Stacktrace poteva sicuramente attirare un pubblico particolarmente skilled nell’ambito dello sviluppo software, ma altrettanto poteva essere di difficile digestione per i principianti o per i cosiddetti “appassionati” e “volenterosi” che intendono avvicinarsi per la prima volta al meraviglioso mondo della programmazione.

Troppi articoli su PythonW e troppi articoli su RubyW ?

Poco o pochissimo materiale su oggetti non certo nuovissimi ma ancora molto consolidati come PHPW, c#W, VB ?

Niente di specifico su HTMLW e CSSW ? E la piattaforma .NET ?

Sono tutte domande che, naturalmente, potrebbero avere come risposta le scelte editoriali poste alle basi di Stacktrace. Il problema è che la programmazione, sia essa ad oggetti, funzionale, procedurale, logica o event-driven, va introdotta e spiegata dando uno sguardo al passato e non effettuando un taglio netto con esso.

Sono convinto che un ampliamento della settorializzazione degli argomenti a più ampio spettro avrebbe favorito, non solo una maggiore fidelizzazione dai parte dei lettori e la conquista di un bacino più ampio degli stessi, ma anche una maggiore disponibilità di volenterosi pronti a dare il proprio contributo per la redazione degli articoli e la produzione di nuovi contenuti.

Naturalmente la “dietrologia” non è una disciplina costruttiva e non è mia intenzione quella di voler condannare o criticare delle scelte che, comunque, in prima istanza mi sentivo di condividere anche se le ho sempre ritenute forse un pò troppo radicali.

Al momento la realtà è che Stacktrace è in difficoltà ed è in cerca di collaboratori che possano dare nuova linfa alle pubblicazione e, perché no, anche fornire una nuova apertura ad argomentazioni di altro calibro. L’iter editoriale sarà snellito e questo dovrebbe favorire una migliore e più rapida gestione delle pubblicazioni; per maggiori dettagli invito alla lettura dell’editoriale già segnalato.

  • Salviamo il soldato Stacktrace …
  • Salviamo la diffusione di qualità delle discipline informatiche nel già disastrato panorama dell’italico web …

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Commenti (4) -

Andrea Romagnoli
Andrea Romagnoli
01 feb 2009 alle 21:03  01
Non che potrei scrivere su certi argomenti, ma a mio avviso la soluzione potrebbe stare nel:

1) abilitare il guest posting (link in-post al sito o ad alcuni articoli dell'autore);
2) abilitare il revenue sharing (senza però alimentare false speranze di guadagno negli utenti - per guadagnare molto, bisogna scrivere molto e sperare nel posizionamento - un qualcosa in più del semplice guest posting.
3) pubblicare solo gli articoli di qualità, scartando lo spam, contenuti duplicati o autopromozione.
4) visti il numero di utenti che commentano, io proverei ad aprire un forum di supporto ;)
maurizio
maurizio
01 feb 2009 alle 22:12  02
e me piaceva un sacco Stacktrace.
certo alcuni post molto tecnici non erano alla mia "portata" ma era un stimolo per imparare cose nuove.
avevo letto l'appello e spero che trovi presto le energia per riprendere a pubblicare in modo costante.
Cristiano
Cristiano
02 feb 2009 alle 22:23  03
@ Andrea Romagnoli:
Credo che tutte le soluzioni da te proposte sarebbero poco praticabili (a parte forse il punto 1): la qualità non è certo uno dei problemi di Stacktrace, quanto probabilmente la ricerca di collaboratori capaci e costanti.
Il forum richiede comunque un impegno costante per amministratori e moderatori, cosa che, al momento, forse non potrebbero gestire.
Ad ogni modo nei momenti di crisi credo che ogni suggerimento meriti sempre la massima attenzione Smile

@ maurizio:
Me lo auguro anch'io Wink
Egidio
Egidio
08 feb 2009 alle 10:18  05
Seguivo stacktrace, ma non avevo mai letto chi facesse parte dello staff.

Ora che sono andato a leggermi il "chi siamo"  e ho visto un paio di nomi già visti "da un'altra parte" la deriva che ha preso il progetto in un certo qual modo non mi sorprende.

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