Nel 2007 Google ha acquisito Feedburner; la manovra, inizialmente, non ha comportato novità eclatanti a parte quella della trasformazione delle feature a pagamento, come ad esempio il servizio di statistiche di accesso. prima riservate agli account Pro, in funzionalità completamente gratuite.
Da qualche settimana a questa parte, la pagina di accesso a Feedburner presenta in evidenza nella sua parte superiore, un’informativa che invita l’utente a convertire l’account esistente in un account Google, o creandone uno ex novo, oppure effettuando la migrazione su uno esistente e, evidentemente, già in proprio possesso.
L’invito non è una possibile alternativa (giustificabile come una semplificazione operativa per chi è già utente di uno dei tanti servizi messi a disposizione da Google), ma un “consiglio” ad anticipare un’operazione che verrà comunque effettuata “de facto” ed in maniera automatica a tutti gli account Feedburner entro il 28 febbraio 2009.
La migrazione
Ad ogni modo, anche seguendo l’esempio di Matteo, ho deciso di effettuare la migrazione, non prima di essermi comunque documentato nell’apposita knowledge base predisposta all’uopo, scoprendo tutta una serie di novità, in parte positive ed in parte meno, che ben presto coinvolgeranno tutti gli utenti del più famoso ottimizzatore di feed del mondo.
L’operazione in se è abbastanza lunga: nel mio caso lo spostamento (virtuale ?) di 4 (quattro) feed è durato circa 4 (quattro) ore. Al termine della migrazione si riceve un messaggio di posta elettronica sia sull’indirizzo associato al proprio account Google che a quello registrato su Feedburner; il messaggio è in entrambi i casi identico, e contiene una serie di informazioni aggiuntive riguardo l’indirizzo dei nuovi feed, le modalità di utilizzo e la conferma che, fino a quando possibile, verrà mantenuto un redirectW dai vecchi indirizzi ai nuovi.
Relativamente a questo sito, i nuovi feed sono ora corrispondenti ai seguenti indirizzi:
I più attenti avranno notato una notevole somiglianza degli indirizzi con quelli assegnati precedentemente (che sono comunque ancora attivi mediante redirect su quelli nuovi). Si è passati dal dominio feeds.feedburner.com a feeds2.feedburner.com. Evidentemente il nuovo dominio è gestito in maniera differente (e mi auguro anche più performante) da Google che ha voluto al tempo stesso mantenere una certa continuità dal punto di vista della nomenclatura rispetto a quello precedente.
Cosa cambia
Al momento è difficile dirlo. Secondo quanto si legge nella comunicazione ricevuta per posta elettronica, l’operazione entra a regime nel giro di 7 (sette) giorni, durante i quali si devono effettuare alcuni assestamenti e non ci si deve meravigliare se il conteggio dei propri lettori via feed diminuisca vistosamente o raggiunga anche lo zero. E’ tutto previsto e non bisogna allarmarsi: ho verificato sul campo delle oscillazioni incredibili a partire dal 18 gennaio 2009, giorno in cui ho fatto la migrazione.
Successivamente, sembra che l’algoritmo di rilevamento sia più preciso e non si dovrebbero più verificare le fluttuazioni (a volte di sensibile entità) che spesso caratterizzano il conteggio. In buona sostanza, probabilmente, a regime i numeri dovrebbero essere leggermente inferiori rispetto al passato, dato che il calcolo effettuato dal vecchio algoritmo era arrotondato spesso in eccesso.
Dal punto di vista dell’interfaccia è cambiato poco: il grafico relativo al conteggio dei lettori, non è più a barre, ma lineare (al pari di Google Analytics) e mostra in sovrapposizione anche l’andamento (sempre di tipo lineare) delle reach al feed. Secondo me, prima era più leggibile: ora è un po’ meno di immediata comprensione.
Un’altra funzionalità aggiuntiva, è relativa ad un sistema di ricerca introdotto nella pagina contenente l’elenco delle sottoscrizioni all’invio degli articoli via email (se attivato). Può essere utile se si hanno centinaia di iscrizioni e se ne vuole verificare lo stato di alcune in particolare: per il resto la trovo perfettamente inutile per la maggior parte delle tipologie di utenza.
Al momento non ho notato altro a parte che, se si prova l’autenticazione su www.feedburner.com tramite il vecchio account, viene automaticamente effettuato un redirect (con relativa validazione) sul nuovo account Google.
Sviluppatori, attenzione !
Anche per quanto riguarda l’accesso alle API di Feedburner, sono stati effettuati dei cambiamenti.
Avendo sviluppato del codice e dei plug-in che accedono alle Awareness API, mi sono interessato all’approfondimento principalmente di questo argomento.
Dal punto di vista delle modalità di interrogazione dei webservice, la sintassi non è cambiata, ma è stato modificato il punto d’accesso da http://api.feedburner.com ad https://feedburner.google.com/api, con conseguente cambio del protocollo da HTTP (su porta 80) a HTTPs (su porta 443).
Se, ad esempio, in precedenza si utilizzava l’operazione
GET api.feedburner.com/awareness/1.0/GetFeedData?uri=http://feeds.feedburner.com/miofeed
per ottenere le informazioni relative alla “feed circulation” del feed individuato da http://feeds.feedburner.com/miofeed, adesso si dovrà utilizzare il nuovo indirizzamento
GET feedburner.google.com/api/awareness/1.0/GetFeedData?uri=http://feeds.feedburner.com/miofeed
Per l’accesso alle API che richiedono autenticazione, naturalmente si dovranno utilizzare le credenziali del proprio account Google e non di quello Feedburner.
Ho già provveduto all’aggiornamento del controllo Feedburner Stats per BlogEngine.NET (che rilascerò a brevissimo) e sto provvedendo all’aggiornamento del plug-in gemello per WordPress. Mi auguro che gli sviluppatori di Google abbiano provveduto alla correzione di un’anomalia che avevo già segnalato qualche mese fa: potrò effettuare la verifica solo quando sarà a regime il nuovo monitoraggio dei feedreader da parte del servizio.
Inutile dire che, almeno fino al 28 febbraio, l’accesso tramite il vecchio punto di accesso alle Awareness API continuerà a funzionare.
Conclusioni
Non mi resta che invitare i miei lettori ad aggiornare la sottoscrizione dei feed di questo blog ed invitarli (se “clienti” di Feedburner) di provvedere anch’essi alla migrazione.
Per ulteriori domande o chiarimenti in merito, lo spazio dei commenti è a vostra disposizione.