21 settembre 2010  0

Una prova poco convincente per il nuovo iPod Nano di sesta generazione

iPod Nano 6G Dopo aver provato il nuovo iPod Touch di quarta generazione, ho avuto l’opportunità di poter toccare con mano (anche se per breve tempo) il nuovo iPod Nano, giunto alla sua sesta release, prodotto forse più interessante oltre che innovativo della nuova generazione di lettori multimediali di Apple.

Panoramica

Il nuovo Nano, cambia completamente sia nelle dimensioni che nel sistema di interazione. Diventa un quadrato piccolissimo poco più grande del nuovo Shuffle (circa un centimetro più largo e più alto di pochi millimetri), perde la jog wheel, ma guadagna uno schermo capacitivo di tipo multi-touch che costituisce la nuova interfaccia di accesso all’interazione con il lettore. Sparisce la videocamera presente nel precedente modello.

Leggerissimo ed esteticamente molto accattivante, è dotato al pari dello Shuffle di una clip posteriore che consente di agganciarlo saldamente (e proprio il caso di dirlo) agli abiti, alla cinta o alla tracolla di una borsa. Il display è luminoso e veramente molto definito; è visibile alla luce del sole, ma non come il fratello maggiore Touch (perlomeno a me è sembrato differente). Nella parte superiore sono presenti il pulsante di accensione/standby e i controlli del volume; in quella inferiore il connettore dock e la presa per le cuffie.

Interazione

Non mi dilungherò sulla descrizione e sulle caratteristiche audio del dispositivo, dato che in rete sono già disponibile decine di recensioni in merito, sicuramente anche più dettagliate ed autorevoli di questa. Mi permetto solo di fare una considerazione sulla resa sonora, sicuramente di buona qualità, ma di livello (inteso come volume di ascolto) forse un po’ basso, usando come termine di paragone sia il nuovo Touch che l’iPhone 3GS.

iPod Nano 6G full

Dopo l’euforia iniziale dovuta alla novità, ci si scontra comunque con alcune difficoltà oggettive nell’interazione con il nuovo Nano. La prima è relativa alle dimensioni dello schermo: 1,54” di diagonale sono obiettivamente un po’ pochini, nonostante la risoluzione elevata (240 x 240 pixel). Inoltre il touch di tipo capacitivo soffre un po’ nell’interazione se si hanno le dita molto grandi o se si prova ad interagire solo con il pollice.

Se si aggancia il lettore alla maglietta o alla cinta, non essendoci più la jog wheel, diventa difficoltoso controllarlo senza staccarlo dalla medesima ed interagirci “de visu”, cosa che invece si poteva fare con il modello precedente. Se avete intenzione di utilizzarlo in palestra o mentre fate jogging, risulta quindi poco pratico e, soprattutto, poco consigliabile per la “buona durata” del dispositivo (immaginate di dover continuamente toccare il display con le mani sudate o sporche). Obbligatori quindi una pellicola proteggi schermo o un apposito guscio protettivo.

Nonostante la modalità di interazione e le icone relative ai vari comandi e funzionalità, il sistema operativo non è un derivato di iOS e, almeno per il momento, non sembra che sia possibile installarvi altre applicazioni a parte quelle già disponibili. Inoltre, per tornare al menù principale, è necessario una pressione prolungata sullo schermo (non particolarmente intuitivo la prima volta).

C’è da dire che è possibile controllare la selezione dei brani (e il volume) anche utilizzando le cuffie con microfono e telecomando come quelle in dotazione ad iPhone 3GS e 4, ma vanno acquistate a parte perché nella confezione di vendita è presente solo il modello standard. Visto il costo (elevato) del lettore, non sarebbe stata una cattiva metterle nella dotazione di serie che, tra l’atro, non comprende, come per il nuovo Touch, nemmeno l’adattatore dock.

Come anche per lo Shuffle, è disponibile la funzionalità VoiceOver, che dovrebbe consentire l’interazione solo toccando lo schermo. Personalmente non mi ha convinto, allo stesso modo di come non mi convince il sistema di comandi vocali dell’iPhone; tutto molto bello sulla carta ma poi, all’atto pratico, poco utilizzabile (o poco funzionale).

Conclusioni

E’ un oggetto affascinante ma, all’atto pratico, resta decisamente tale. Sicuramente molto costoso e al tempo stesso delicato. Le dimensioni del display non mi convincono come non mi convince l’interazione con lo stesso: perché non prevedere un display di dimensioni più generose, magari da 2,2” come il modello precedente,a tutto vantaggio anche dell’esperienza di utilizzo ? Perché non prevedere anche un feedback tattile (come ad esempio una vibrazione) per agevolare il controllo senza dover guardare lo schermo ?

Il prezzo di vendita, rispetto all’iPod di quinta generazione, a parità di dotazione di memoria, cresce di ben 30 €. Sono necessari circa 170 €, infatti, per entrare in possesso del nuovo Nano, mentre il modello precedente (che a mio avviso per dotazione hardware e software resta il miglior lettore portatile Apple) si può ancora acquistare (al momento in cui scrivo) come refurbished a meno di 100 € sull’Apple Store on line.

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