2 settembre 2007  2

Una questione di layout

Web 2.0 

Il progetto grafico di un sito web che sia esso un semplice blog, un complesso portale istituzionale o un sito dedicato al commercio elettronico, è notoriamente uno degli argomenti più delicati da affrontare sia da parte del committente a cui viene affidato il lavoro che del cliente che lo commissiona.

Un grafica accattivante consente di migliorare sensibilmente non solo l'attenzione del navigatore occasionale ma anche di fidelizzare ulteriormente quello consolidato, quello che per intenderci, arriva a destinazione mediante il cosiddetto link diretto e non tramite i motori di ricerca o i collegamenti da altre fonti. Molto spesso si tende a sacrificare l'usabilità e la facilità di reperimento delle informazioni in vantaggio della sensazionalità dell'impatto visivo: questo fenomeno diventa più significativo tanto più aumentano i contenuti del sito. I link si moltiplicano, diventa difficile raggrupparli e catalogarli in maniera organica, si ricorre alle animazioni flash e non per inserire banner e quant'altro, si ricorre alla multimedialità spinta e si declassificano i contenuti.

Lo scopo principale del web è quello di fornire informazioni, contenuti, dati. Il trattamento delle informazioni, la loro gestione e la loro messa in qualità costituiscono una disciplina imprescindibile per chi si occupa di informatica: la qualità del dato è l' obiettivo da raggiungere prima della sua presentazione. Nel caso specifico, ovvero il web, la qualità è direttamente collegata con la leggibilità e la localizzazione: i contenuti proposti devono essere facilmente individuabili, accessibili da tutti e facilmente comprensibili.

Per questo motivo negli ultimi anni la progettazione web si è orientata verso la separazione del layout grafico dai contenuti. In questo ha aiutato moltissimo lo sviluppo tramite i CSS (Cascading Styel Sheet) che ha consentito di eliminare (purtroppo non definitivamente) l'abuso delle tabelle per il corretto posizionamento della grafica nelle pagine HTML. Eliminare le tabelle significa, comunque, rinunciarvi per il posizionamento della grafica e non escludere categoricamente il loro utilizzo: in taluni casi si è arrivati anche a questi eccessi credendo che l'elemento html <div> potesse sostituire qualunque forma di presentazione tabellare dei dati. Questo è un ulteriore estremismo: le tabelle restano sempre l'unico ed insostituibile elemento per la presentazione ordinata di informazioni.

Propensione quindi per gli elementi grafici ma che non siano nè invadenti, nè motivo di distrazione. Una maggiore attenzione al testo non solo nella sua semantica ma anche nella sua formattazione: una buona impaginazione con un attento uso della dimensione dei font, della spaziatura dei caratteri e delle righe, dei colori delle intestazioni di paragrafo, possono da sole contribuire ad un'ottimo layout di presentazione senza ricorrere a particolari artifici o plugin evoluti. Il sito deve essere perfettamente fruibile anche eliminando il foglio di stile associato. E' necessario progettare un sito mettendosi nei panni di chi lo dovrà esplorare, chiunque esso sia.

A tal scopo è necessario prevedere un interazione diretta con l'utente: la diffusione del modello blog ed il suo successo ha dimostrato che la partecipazione del lettore al giudizio dei contenuti contribuisce in maniera sostanziale non solo alla rilevazione del  gradimento ma anche al miglioramento sostanziale della qualità delle informazioni fornite. Allo stesso modo l'utente deve essere chiamato a giudicare e contribuire anche all'impostazione del layout: dei buoni contenuti racchiusi in un contenitore di difficile fruizione abbassano la soglia di attenzione e decretano spesso inesorabilmente la diminuzione del gradimento. Non è sbagliato dunque provvedere ad aggiornare frequentemente un sito anche graficamente in funzione delle esigenze dei propri visitatori; sfortunatamente tale pratica non è così diffusa come dovrebbe nel nostro paese. Taluni sostengono che i costi lieviterebbero vertiginosamente, altri che frequenti variazioni nelle impostazioni del layout tendono a disorientare i visitatori. A mio avviso il tutto è dovuto ad un cattivo modo di fare e far fare web: le esperienze straniere ci dimostrano il contrario. In Italia la rincorsa all'estremizzazione del risultato con la minimizzazione dei costi ha portato ad una svalutazione eccessiva delle risorse informatiche, ivi inclusa la progettazione web. Probabilmente sarebbe opportuno prendere più spunto dalle soluzioni web adotatte all'estero, dove questo genere di filosofia è ormai maggiormente consolidata.

Per chi volesse approfondire l'argomento consiglio la lettura del sito A List Apart, non solo come esempio di pulizia grafica e facilità di fruizione ma anche per l'elevata qualità dei contenuti: il sottotitolo For People Who Make WebSites credo che si commenti da solo.

Concludo con una ulteriore segnalazione: se ne è già parlato a lungo sia sul web che sulla carta stampata e quindi non mi dilungherò molto sull'argomento dato che ne hanno già discusso fonti sicuramente più autorevoli della mia. Il sito dedicato alla promozione del turismo in Italia www.italia.it è costato la modica cifra di 45 milioni di euro di cui 100.000 solo per la realizzazione del logo: non è accessibile, non rispetta la legge Stanca, usa ed abusa di applet animate (vedi Flash e consimili), i contenuti sono imprecisi, mal posizionati e di difficile individuazione.

Ad ogni modo ad ulteriore prova di quanto già affermato, ne consiglio comunque la visita e, soprattutto, se siete utenti di Firefox o Opera, provate a disattivare il foglio di stile durante la navigazione: vi accorgerete con stupore ed imbarazzo che sono state usate ancora le tabelle per fissarne il layout.

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Commenti (2) -

Sara
Sara
02 set 2007 alle 15:04  01
La questione del portale italia.it è stata da sempre più che spinosa... purtroppo rispecchia in pieno l'approsimazione con cui suddetti professionisti stra-pagatissimi (l'agenzia Landor in questo caso) "make websites" o forse dovremmo dire "undo websites" :-D
Comunque le cose stanno cambiando per fortuna e con l'avvento di nuovi modi di navigare il web il discorso sull'accessibilità sta prendendo sempre più rilevanza e l'attenzione crescente per l'esperienza dell'utente sta veicolando nuove concezioni e priorità per lo sviluppo dei siti.    
Cristiano
Cristiano
02 set 2007 alle 19:09  02
L'esempio di www.italia.it è puramente indicativo: è stato preso a campione perchè, avendone parlato anche i media, è ormai sotto gli occhi di tutti. Faccio un passo indietro.  Verso la fine degli anni '90 la realizzazione di un sito web su commessa per una PMI partiva da un importo minimo di circa 15.000 €: il codice era quasi tutto realizzato su misura, nessun CMS, manutenzione successiva con canone mensile, annuale o su intervento. Ora, anche le aziende di medie dimensioni non vogliono spendere cifre che superino un quinto di quella citata: in caso contrario, si rivolgono ai "cantinari". Questa svalutazione pare che, però non colpisca gli enti istituzionali, visto che sono disposti a spendere cifre con le quali la Microsoft, in passato, ha acquistato almeno 4 società concorrenti.

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