E’ dalla fine del 2017 che si parla della misura agevolativa per le micro, piccole e medie imprese che va sotto il nome di Voucher per la digitalizzazione delle PMI. I termini di adesione al bando sono scaduti (a seguito di proroga) il 12 febbraio 2018 e adesso si attende, a giorni, la pubblicazione dell’elenco delle aziende alle quali sarà concessa l’erogazione del contributo.

Ma partiamo dall’inizio.

Cos’è

Molto sinteticamente si tratta di un contributo, erogato sotto la forma di “voucher” direttamente dal ministero dello sviluppo economico, con importo massimo di 10.000 euro, finalizzato all’adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico. La disciplina attuativa della misura è stata adottata con il decreto interministeriale 23 settembre 2014.

Il voucher può essere utilizzato per l’acquisto di hardware, software o servizi specialistici che consentano di:

  • migliorare l’efficienza aziendale;
  • modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
  • sviluppare soluzioni di e-commerce;
  • fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  • realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

L’importo massimo erogabile del voucher è pari al 50% delle spese ammissibili per gli interventi sopra indicati. Ciò significa che se si desidera avere il massimo del finanziamento, ovvero 10.000 euro, è necessario investire almeno 20.000 €. Importi inferiori vedranno rimodulato l’importo secondo la formula appena indicata (ad es. spendi 6.000 euro e otterrai un voucher da 3.000 euro).

Il pasticcio

L’iniziativa ha avuto un notevole successo in tutte le regioni d’Italia. A fronte di un finanziamento complessivo pari a 100 milioni di euro, sono pervenute ben 91.500 domande.

Questo scenario sta creando non pochi problemi per la gestione e l’assegnazione delle risorse in quanto (cito direttamente dalla pagina dedicata del Ministero dello sviluppo economico):

Non è previsto un ordine cronologico per l’attribuzione del Voucher e quindi le domande di agevolazioni presentate nel suddetto periodo di trasmissione sono considerate come pervenute nello stesso momento. Nel caso in cui le risorse disponibili a livello regionale non siano sufficienti a coprire le richieste pervenute da parte delle imprese è prevista una procedura di riparto delle risorse finanziarie in proporzione alle richieste delle imprese.

Ciò significa che, conti alla mano, se tutte le domande dovessero venire accettate, il riparto delle risorse finanziarie a disposizione lascerebbe veramente pochi spiccioli per ciascuna impresa richiedente. Questo potrebbe creare una serie di problemi a tutto l’indotto collegato all’erogazione dei servizi e la vendita dei prodotti per i quali si era preventivata la spesa da parte di ciascuna azienda.

Il MISE ha già stimato che per soddisfare tutte le 91.500 domande, sarebbero necessari circa 625 milioni di euro, una cifra ben al di sopra di quanto stanziato. Inoltre è stato calcolato che, l’applicazione del riparto di cui all’articolo 8, comma 5, del decreto interministeriale 23 settembre 2014 (in sintesi, quanto riportato nel virgolettato appena citato) comporterebbe l’attribuzione di un Voucher pari in media a circa il 16% dell’ammontare richiesto da ciascuna impresa.

A fronte di questa situazione, Confindustria ha già rappresentato la necessità di provare ad individuare risorse aggiuntive al MISE, che sta già lavorando in questa direzione, dato che ha pubblicato una nota nella quale spiega che sono già in atto i dovuti approfondimenti per reperire ulteriori risorse finanziarie da aggiungere a quelle già stanziate. Solo in questo modo si riuscirà ad incrementare il contributo per ciascuna azienda che, altrimenti, risulterebbe assolutamente inadeguato.

La situazione in Abruzzo

La quota parte di finanziamento destinata alla regione Abruzzo è stata di 2.488.320,19 euro, ben poca cosa se si pensa che alla Sicilia sono stati assegnati 7.155.641,94 euro o alla Campania ben 9.120.363,89 euro, soprattutto in virtù del fatto che nella nostra regione i processi di digitalizzazione sono veramente ad uno stadio embrionale e hanno bisogno di un impulso più che vigoroso.

Senza contare che la regione Lombardia o la regione Veneto, pur essendo (la seconda in primis) molto avanti nel processo di ampliamento dell’ICT da parte delle imprese locali, hanno avuto quote ugualmente importanti (rispettivamente 15.784.825,34 euro e 8.532.862,46 euro).

E’ anche vero che le risorse destinate al PON per il mezzogiorno ammontavano a soli complessivi 32.543.679 euro.

Il MISE ha già pubblicato l’elenco delle aziende che hanno effettuato la domanda di prenotazione voucher (potete consultarlo in fondo alla pagina reperibile a questo indirizzo, mentre tramite il pulsante potete scaricare l’elenco relativo alla sola regione Abruzzo).

Elenco regione Abruzzo

Le aziende abruzzesi che hanno fatto richiesta di voucher sono ben 3.283. Facendo un calcolo a spanne, se tutte avessero richiesto il massimo finanziabile, sarebbero necessari quasi 33 milioni di euro solo per la nostra regione, a fronte di una cifra disponibile quasi 15 volte inferiore.

Cosa succederà?

Lo scenario è incerto. Se il MISE riuscirà ad aggiungere nuove risorse finanziarie (ma dovrà aggiungerne tante) a quelle già stanziate, forse si riuscirà ad evitare una manovra che piuttosto che rilanciare l’uso delle tecnologie digitali e spingere sull’ammodernamento tecnologie delle micro, piccole e medie imprese italiane, aumenti la sfiducia delle stesse nei confronti di iniziative di questo tipo.

Attendiamo fiduciosi.

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